10 nov – Radio Fiume: la solidarietà dell’ANVGD

La Presidenza nazionale dell’ANVGD esprime oggi  la propria solidarietà alla redazione italiana di Radio Fiume e al deputato italiano a Zagabria Furio Radin, per l’incomprensibile episodio nel quale in diretta radio un giornalista dell’emittente ha dato pieno appoggio ad un ascoltatore il quale affermava che “le trasmissioni in italiano devono venir abolite” in quanto “non le ascoltano gli italiani in Italia, mentre quelli che vivono in Croazia dovrebbero sapere la lingua croata”. L’importanza dell’uso della lingua italiana in Istria, nel Quarnaro e in Dalmazia non è per fortuna legata ai capricci ideologici dei singoli, ma è il segno di una presenza autoctona millenaria, rispettata anche dalla attuale legislazione croata. Un gesto così deprecabile, quindi, deve necessariamente restare confinato nella marginalità di una volontà di scontro, di cui nessuno sente affatto il bisogno.

 

La responsabile della redazione italiana di Radio Fiume, Agnese Superina, chiudendo il notiziario in italiano che va in onda subito dopo la trasmissione, ha detto: “Nel 1945, quando è stata istituita Radio Fiume, il primo messaggio che gli ascoltatori hanno sentito è stato ‘Dobar dan, ovdje Radio Rijeka – Buongiorno, qui Radio Fiume’. “A mio avviso il primo sbaglio è stato quello di leggere la lettera in diretta perché il suo contenuto era offensivo. Evidentemente l’autore non conosce la storia della nostra città, ignora che la minoranza italiana è autoctona e che oltre ad una redazione nell'ambito di Radio Fiume dispone di asili, scuole, del Dramma Italiano e della casa editrice ‘Edit’, con tutte le sue pubblicazioni. Mandare in onda messaggi di questo genere può essere molto pericoloso perché dà adito a situazioni che possono degenerare. Mi sembra inutile spiegare chi siamo e la storia travagliata della redazione italiana dal 1945 ad oggi. E visto che il redattore ha deciso di leggere la lettera, avrebbe dovuto commentarla a dovere e non dichiararsi d’accordo con le affermazioni. Bisogna, però, anche precisare che nel corso della trasmissione, dopo la lettura della lettera, ci sono state diverse telefonate di radioascoltatori che hanno fortemente criticato il contenuto ed espresso sostegno nei confronti della nostra redazione. E questo ci fa molto piacere”, ha concluso Agnese Superina.

Anche il direttore di Radio Fiume, Vladimir Rončević, ha voluto commentare l’accaduto. “Oggi il livello di libertà di stampa è molto alto, tanto che si può davvero esprimere la propria opinione sia tramite la carta stampata che alla radio e televisione. “Tužibaba” è un programma che viene trasmesso in diretta, senza censura. Forse la lettera non avrebbe dovuto essere letta dal nostro giornalista, ma questo significa censurare. La gente ha il diritto di esprimere quello che pensa. Il redattore, però, deve essere obiettivo e attendibile, ma soprattutto non può permettersi di esprimere la propria opinione spacciandola per quella di tutto il collettivo. Naturalmente, io non la penso così e nemmeno i miei colleghi. Bisognava spiegare all’autore della lettera che a Fiume la minoranza e la lingua italiana a Fiume sono autoctone e questo è il criterio base per la diffusione delle trasmissioni in lingua italiana. Questo tipo di atteggiamenti è incivile e antieuropeista. Noi siamo una radio pubblica e oltre ad essere orgogliosi di includere nel nostro programma trasmissioni in italiano, ce lo impone anche la legge. Atteggiamenti diversi sono in collisione con la legge e con lo stato reale delle cose."

Le dichiarazioni di Furio Radin. “Sono convinto che si tratti di pura ignoranza del giornalista, altrimenti non riesco a spiegarmi come si può dare importanza ad una lettera che è in collisione con le leggi vigenti in Croazia, con quelle della RTV e in contrasto con la storia di Fiume e di Radio Fiume. Il fatto mi pesa ancora di più considerato che il giornalista Robert Ferlin è di origini istriane e quindi dovrebbe essere a conoscenza del significato della minoranza italiana in queste terre. Io da istriano mi scuso con tutti i fiumani per l’atteggiamento del giornalista nei loro confronti. Ho parlato con il direttore generale, Davor Mezulić, che ha espresso il suo disappunto e ha precisato che a Zagabria non si pensa in questa maniera. Personalmente sono convinto che Ferlin abbia fatto un’azione grossolana”, ha dichiarato il deputato al sabor, Furio Radin.

Il Comunicato della Comunità degli Italiani di Fiume. "La Comunità degli Italiani di Fiume esprime profondo rammarico per le considerazioni espresse nella trasmissione “Tužibaba” (andata in onda venerdì mattina, 7 novembre) dal giornalista e conduttore di Radio Fiume, Robert Ferlin, a proposito del programma in lingua italiana dell’emittente. Nella citata trasmissione è stata data lettura di una lettera dai contenuti oltremodo offensivi non solo nei confronti della redazione italiana di Radio Fiume, ma soprattutto nei riguardi della minoranza italiana, l’unica autoctona in questa città. Nel commentare la lettera il conduttore ha espresso approvazione per le valutazioni contenute nella missiva, fatto questo che riteniamo davvero increscioso, tanto più che il giornalista in questione dovrebbe essere a conoscenza delle norme costituzionali che assicurano alla comunità nazionale italiana il diritto all'informazione nella propria lingua madre. La reazione del conduttore della trasmissione ci rincresce in modo particolare in quanto non ha saputo, o non ha voluto, comportarsi da giornalista che svolge un servizio pubblico di carattere informativo, tralasciando nel caso concreto ogni riferimento alle disposizioni di legge che regolano i diritti della CNI, unica minoranza italiana alla quale gli Statuti della Città di Fiume e della Contea litoraneo-montana riconoscono lo status dell'autoctonia. Il suo inopportuno commento, va quindi al di là del diritto di libertà d'espressione. Sostenendo pubblicamente le affermazioni dell'autore della lettera in riferimento, tra l’altro, alla soppressione del programma in lingua italiana, sono state violate le leggi in materia di diritti delle minoranze della Repubblica di Croazia, tra cui anche quella sulla Radiotelevisione croata, che tutela la specificità dei programmi delle minoranze."