06 ott – Memoria di Don Rodolfo Toncetti

"Tra gli orrori della guerra in Istria". Di piccolo questo libro ha solo il formato. Di grande ha tutto il resto, perché è un prezioso documento – compilato con scrupolo storico e vivezza di immagini – a ricordo di una pagina “eroica e gloriosa di don Rodolfo Toncetti, sacerdote, e della Chiesa istriana”.

Si presenta come un’infilata di ricordi di un prete di frontiera, ma diventa, pagina dopo pagina, una puntuale ricognizione sulle vicende di tanti uomini di Chiesa tormentati perseguitati violentati e trucidati (non solo infoibati) nel periodo più tragico – 1943/1947 – della guerra in Istria. Viene in piena evidenza come i sacerdoti, per testimoniare l’amore cristiano con tutti, dovessero stare in un precario equilibrio di umanità tra fascisti, tedeschi, militari di più eserciti, carabinieri, partigiani e la sempre tartassata popolazione civile. In più momenti e circostanze, risalta l’odio – vile e bugiardo – dei partigiani comunisti e slavofili gettato contro i preti, in quanto giudicati “nemici del popolo”.

Dal racconto, pensato e scritto da don Rodolfo (polesano, ma allora incaricato della cura d’anime della popolosa Dignano d’Istria) in modo asciutto ed essenziale, esce il ritratto di un sacerdote forte, coraggioso e generoso, intelligente e scaltro, a totale servizio dei deboli, dei poveri e comunque dei perdenti. Di un prete che sa parlare più lingue e che intrattiene con tutte le parti rapporti di lealtà e – fin dove possibile – di rispetto e di comprensione.

Dinamico e caritatevole, corre in soccorso di tanti suoi confratelli e li salva da morte certa. La bicicletta è incorporata in lui e nella sua veste nera, sin a meritarsi l’appellativo di “freccia nera”, perché corre ovunque ci sia di lui bisogno e, per non perder tempo, legge persino il breviario lungo la strada. Fa di tutto e di più: aiuta, consola, cura ferite del corpo e dell’anima, seppellisce negli anni della follia bellica e post-bellica oltre 150 creature uccise in vari modi e tempi dalla violenza disumana. Un autentico artigiano delle Opere di misericordia corporali e spirituali. Quando riesce a salvarsi, fuggendo da Pola a Trieste in bicicletta, continua a servire il suo Signore a Toppo di Travesio (in Diocesi di Concordia) dall’estate del 1947 e fino al 1996, per poi morire nella Casa del Clero di San Vito al Tagliamento nel 2005.

Il libro è costruito sugli appunti diaristici di don Rodolfo, corredati e completati – per l’edizione italiana – dalla sapiente ricerca di Walter Arzaretti, che ha messo in chiaro quanti sono stati i sacerdoti giuliano-dalmati accolti esuli nella Diocesi di Concordia-Pordenone, e quanti religiosi di origine istriana, fiumana e dalmata sono stati presenti nella stessa. Impreziosisce l’emozionante sfilarsi delle vicende una accurata e rara serie di fotografie di località istriane e di persone e personaggi citati da don Toncetti.

Guido Porro
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Don Rodolfo Toncetti
Tra gli orrori della guerra in Istria
a cura di Marijan Jelenić
per l’edizione italiana Walter Arzaretti
Dignano d’Istria 2008, pp. 212

 

Il libro è disponibile presso: Casa Betania (istituzione fondata da sacerdoti giuliano-dalmati), via Villanova, 14 – 33170  Pordenone – tel. 0434/570019