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06 apr – Vendesi sede Lista Trieste: nacque contro Osimo

di SILVIO MARANZANA su Il Piccolo del 6 aprile 2010

La vendita della storica e prestigiosa sede della Lista per Trieste a palazzo Scrinzi Sordina, in corso Saba 6, verrà deliberata nel corso dell’assemblea straordinaria della società ”Per Trieste srl”, presieduta da Aldo Rampini, proprietaria dei due appartamenti, fissata per le 16.30 di lunedì prossimo. Verrà nominato un liquidatore che dovrà contestualmente procedere allo scioglimento della società e alla vendita della sede, che si estende su 480 metri quadrati incluso il raffinato salone di 86 metri quadrati tutelato dalla Belle Arti, che costituisce il suo unico cespite.

Si porrà così per due volte la parola fine: a un’epoca ormai da tempo sbiadita di glorie del Melone che in particolare negli anni Ottanta da questa plancia di comando tenne in mano i destini della città, e alla diatriba attorno alle spoglie immobiliari della Lista che si sta trascinando da un anno. Lunedì per dare il via libera al procedimento liquidatorio l’assemblea avrà bisogno dei due terzi delle quote che sono 3.200 suddivise tra 264 persone o associazioni. Il partito della Lista per Trieste, tuttora in attività anche se con ben poca visibilità, ne detiene 659, mentre il Movimento donne Trieste guidato da Lori Gambassini ne ha 63. Raggiungere il quorum non sarà un’operazione semplice, ma comunque fattibile anche perché tutti ormai si sarebbero convinti dell’opportunità della vendita. «Ci siamo già riusciti a dicembre e contiamo di ripeterci», ha affermato ieri l’economo della società, Enrico Caratti. L’assemblea dunque dovrà deliberare lo scioglimento e subito nominare un liquidatore attribuendogli gli specifici poteri e determinando i criteri per la liquidazione.

Prima però la stessa assemblea dovrà anche affrontare argomenti di carattere ordinario quali l’esame dei bilanci 2008 e 2009 mai approvati. Secondo quanto dichiarato recentemente dallo stesso Caratti tra manutenzioni, spese condominiali, Ici e diritti camerali, la sede costa 18 mila euro all’anno con la conseguenza che i bilanci degli ultimi anni si sono chiusi con 5-6 mila euro di passivo ripianato con gli accantonamenti delle gestioni precedenti.

La Lista per Trieste nacque con il clamoroso successo delle 65 mila firme raccolte contro il trattato di Osimo, in un appartamento di via San Nicolò. Nel 1981 venne acquistata l’attuale prestigiosa sede. «C’era un entusiasmo incredibile – ha ricordato Lori Gambassini – a un certo punto gli iscritti erano oltre mille e ci fu una corsa ad acquistare più quote da 100mila lire l’una e così i 300 milioni necessari furono raccolti con gran facilità».

Negli ultimi anni la sede ha ospitato in affitto il partito Forza Italia, il Movimento donne Trieste e lo studio di uno psicologo. La stessa Lista per Trieste mantiene lì solamente un recapito senza sale a disposizione. La vendita dei due appartamenti potrebbe in realtà costituire un altro problema. Non sembrano esserci infatti partiti (nemmeno lo stesso Pdl) nè associazioni in grado di sopportare spese così ingenti. Resta la speranza di una richiesta da parte di qualche importante società.