05 nov – Per l’Enel siamo nati ad ”altro”

L’estro delle pubbliche amministrazioni e degli enti erogatori di servizi non ha limiti. Lo avevamo ampiamente constatato, grazie alle numerose segnalazioni di errori, colpe ed omissioni pervenuteci dai nostri associati e lettori scopertisi di volta in volta nati in Jugoslavia (ancora!), Croazia, Serbia-Montenegro e dunque extracomunitari.

La Sede nazionale ANVGD provvede puntualmente a richiamare le singole amministrazioni e società di servizi al rispetto della normativa vigente in tema di corretta indicazione dei luoghi di nascita per quanti sono originari dai territori ceduti. Ma le sorprese non finiscono mai.

L’ultima, forse la più surreale nel suo genere, è quella segnalataci da un nostro lettore residente a Genova, nato a Lussinpiccolo, che ci invia copia del suo contratto con l’ENEL, nel quale il suo luogo di nascita è identificato con il termine…«altro». Il nostro lettore sarebbe dunque nato in un altrove non specificato, in un’altra dimensione spaziale misteriosa che però l’ENEL deve aver giudicato rassicurante, e i cui sistemi informatici non prevedono Lussinpiccolo o Fiume, Zara o Pola o Parenzo o Rovigno, ma quell’«altro», surreale e inquietante, che rimanda ai romanzi di fantascienza o – con rispetto parlando – alla trascendenza. L’ENEL vola alto, i suoi programmatori informatici anche.

Ma la chiosa finale è ancora più bella. Ci scrive il nostro associato, riferendosi alle proprie rimostranze e agli operatori che hanno lavorato il suo contratto: «loro mi hanno detto che va tutto bene e che hanno capito». Capito cosa?