05 ago – Gorizia chiederà a Frattini l’apertura degli archivi jugoslavi

Il sindaco di Gorizia Ettore Romoli chiederà in settembre al ministro degli esteri Franco Frattini un nuovo interessamento ufficiale nei confronti dell’apertura degli archivi dell’ex Jugoslavia, che dovrebbero contenere indicazioni precise sulle sorti dei goriziani deportati durante l’occupazione del capoluogo isontino da parte delle milizie titine nel maggio del 1945. A sottolinearlo è stato ieri lo stesso primo cittadino che già nel recente passato aveva posto in primo piano la questione. Ora c’è la concreta possibilità che il ministro degli esteri possa farsi carico di una richiesta che ormai da decenni viene ribadita dai familiari dei deportati, quella di un impegno serio a livello ministeriale finalizzato a reperire notizie certe sulla sorte dei goriziani che non fecero più ritorno a casa.

In settembre Frattini dovrebbe essere di nuovo a Gorizia ed in questa occasione verrà probabilmente richiesto un esplicito interessamento della Farnesina per effettuare un nuovo tentativo teso a far aprire gli archivi dell’ex Jugoslavia.
Sono passati quasi due anni e mezzo dal marzo del 2006, quando per la prima volta venne messo a disposizione dei familiari, attraverso il coinvolgimento della Prefettura, l’elenco con 1.048 nomi di cittadini deportati. Quell’elenco era stato trasmesso dal ministero degli esteri sloveno Rupel al sindaco Vittorio Brancati nel dicembre 2005 tramite il sindaco di Nova Gorizia Brulc. In quel periodo Rupel, in una visita a Gorizia, aveva espresso piena disponibilità ad aprire gli archivi di Lubiana agli italiani. A tutt’oggi, però, dagli archivi dell’ex Jugoslavia non sono ancora emersi gli elenchi che potrebbero fornire indicazioni concrete sulla sorte effettiva dei goriziani deportati durante l’occupazione titina.

 

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