04 giu – Per l’UNUCI Pola non è mai stata italiana

Pubblichiamo la lettera di Bruno Crevato-Selvaggi indirizzata al periodico dell'Unione Nazionale Ufficiali in Congedo.

 

Signor Generale, signor direttore,

sono un socio della sezione di Venezia. Leggo solo ora il n. 3/4 , di aprile, della nostra rivista, di cui apprezzo sempre i contenuti militari e culturali e lo spirito patriottico.

Vedo a pagina 24 la cronaca del meeting ARPa a Pola. Nel testo, dove Pola è indicata semplicemente come "città croata", vi è anche un box con qualche riga di approfondimento sulla città, che inizia:

"Pola (in croato Pula, in sloveno Pulj) è una città della Croazia che conta, secondo le stime del 2006, 62.378 abitanti. E' la maggiore città dell'Istria, la penisola dell'Adriatico settentrionale situata a cavallo tra Italia, Slovenia e Croazia…"

continuando per qualche riga.

Ecco, avrei gradito qualche accenno, che invece sia nel box sia nella cronaca mancava completamente, alle vicende storiche molto particolari della città. Città veneziana ed italiana per storia, geografia ed etnìa, che vide stravolto il proprio volto etnico ed il proprio nesso politico con l'esodo pressoché totale dei suoi abitanti originari, italiani, a causa dell'amputazione di un lembo di territorio nazionale, fra il 1945 ed il 1947.
Città rivendicata all'Italia nel 1918 dalle Armi italiane, che la liberarono assieme all'intera Istria, a Fiume, alla Dalmazia ed al Trentino, portando a compimento l'Unità nazionale.
Ancora oggi in città, che per proprio Statuto è bilingue, vive una comunità italiana, oggi minoranza.

Oggi, è noto, fra molti giovani queste vicende sono generalmente del tutto ignote.
Non pensa quindi che specialmente in una rivista come la nostra, che pure conscia del mondo di oggi è attenta alla storia patria nazionale, civile e militare, sarebbe stato importante un accenno di questo genere?

Con i miei più cordiali saluti ed auguri

Ten. Bruno Crevato-Selvaggi
UNUCI-Venezia