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03 dic – A Roma il film sulle foibe slovene

Verrà presentato martedì 16 dicembre, alle 20, presso la Casa del Cinema di Roma, il film "Il colore dell'amore. L'arte di Marko Ivan Rupnik e del suo atelier", sulla tragedia delle foibe.

"Mio fratello aveva 23 anni quando è stato ucciso nel bosco di Kocevski Rog in Slovenia". Il film si apre con le scioccanti testimonianze dei parenti di migliaia di giovani uccisi nelle foibe. Siamo in Slovenia, nel 1945. La seconda guerra mondiale è appena finita e nel bosco di Kocevski Rog si consuma una delle grandi tragedie di quegli anni. Tito elimina tutti i suoi oppositori politici e nelle foibe trovano la morte migliaia di sloveni, croati, serbi e altre popolazioni che si oppongo al suo potere. Si parla di decine di migliaia di vittime. Nato in Slovenia nel 1954, Marko Ivan Rupnik ascolta da bambino i racconti sottovoce che parlano di questo bosco fitto di misteri e di nuovo visitabile solo dopo la caduta del comunismo nel 1991. Soprattutto lo colpisce suo padre, che gli parla di un loro vicino a cui hanno ucciso due figlie e che non ha mai detto a nessuno – né alla moglie, né agli altri figli – chi era che le ha prese, maltrattate e uccise, perché non voleva che i figli crescessero nell'odio. La sua arte prende avvio "dal voler dare voce a chi non ha voce" e nel cercare un orizzonte di senso alle grandi domande dell'uomo: perché il male? Che senso ha il dolore e la morte degli innocenti? Con quale forza il perdono?.

Da allora Marko Ivan Rupnik, gesuita e artista di fama internazionale, ha realizzato decine di mosaici in tutto il mondo: da Lourdes a Fatima, dagli Stati Uniti al Vaticano. Il film 'Il colore dell'amore' non è una biografia, ma cerca di ripercorrere il processo interiore della creazione artistica con il linguaggio delle immagini, dei simboli e della poesia. Il film è stato realizzato in 40 giorni di ripresa in Italia, Francia, Slovenia, Portogallo e in Vaticano. La regia è curata da Maria Amata Calò, che ha utilizzato l'alta definizione per un prodotto di alta qualità artistica e visiva. Il risultato, sia del film, sia della realizzazione dei mosaici, sono entrambi il frutto di un'opera corale, frutto di un gruppo di lavoro internazionale per la produzione televisiva e di un atelier di artisti che operano come un cantiere comunitario.

Il film porta la regia di Maria Amata Calò, è scritto da Aurelio Molè, e le musiche sono di Juan Martin Etcheverry e Marco Frisina, direttore della fotografia Edward Roy.

(fonte Apcom)

 

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