02 lug – ANVGD Brescia: il pellegrinaggio in Istria con gli studenti

Quando bambini profughi improvvisamente orfani e poveri siamo fuggiti dalla terra che ci era più cara, verso l’Ignoto, mai avremmo pensato nella solitudine del nostro silenzio di Esuli, di fare ritorno con ragazzi, con giovani e docenti che volevano sapere, che volevano conoscere più da vicino il Dramma Istriano, Fiumano e Dalmata.

Ci è stato chiesto più volte di spezzare la dolorosa barriera del silenzio che per troppi anni ci ha fatto sentire diversi e molto soli. Non desideravamo altro, consapevoli e fiduciosi che rompere il silenzio poteva essere l’inizio del percorso della nostra Verità verso la Giustizia e la Pace.

All’inizio furono timide rivelazioni, impregnate di pudore e di sofferenza rinnovata, ma con il “Giorno del Ricordo” ci siamo resi conto che tanta gioventù aveva diritto di sapere ciò di cui noi Esuli siamo responsabili portatori.

Siamo i vecchi più giovani che ancora possono e devono dire: c’ero anch’io! Anch’io ho visto, anch’io posso combattere la mistificazione di coloro che per finalità politiche negano o minimizzano un dramma che nelle terre italianissime dei Confini Orientali d’Italia, è stato vissuto e sofferto non solo dalle genti che lì erano nate, ma da tanti, troppi Italiani che lì combattevano per salvare la Patria dall’invasione delle truppe di Tito che si era fatto alleato delle Grandi Potenze al solo scopo di realizzare l’annessione delle Regioni Orientali d’Italia alla sua Jugoslavia.

Il Presidente Luciano Rubessa, che rappresenta gli Esuli di tutta la Provincia di Brescia ed anche la Consulta della Lombardia, ha voluto ed ottenuto già da qualche anno che gli studenti partecipassero ad un Concorso con lavori e ricerche sulla Storia di queste terre di confine, appartenute all’Italia fino al 1947, quando con il nefasto Trattato di Pace di Parigi e poi con il Trattato di Osimo del 1975, furono definitivamente cedute all’Ex Jugoslavia.

Assieme al Presidente Rubessa, noi, Nidia Cernecca e Gigi D’Agostini, con i Docenti di varie scuole della Provincia di Brescia, abbiamo accompagnato ancora una volta, i ragazzi vincitori del Concorso e convissuto per due giorni con studenti coinvolti nella “sacralità” del tema sul quale avevano fatto già approfondite ricerche.
Il ritrovarsi, gli studenti, sui gradoni monumentali del Sacrario di Redipuglia il primo giorno, il percorrere quasi in una sofferta rassegna le tombe di tanti Italiani caduti per la Patria nel primo Conflitto Mondiale in età che poteva essere la loro, fu riflessione profonda e sentita, fu conferma che il loro lavoro era stato non solo legittimo ma doveroso, per conoscere e far conoscere il cammino verso la Pace.
Parenzo fu la città che ci accolse in riva al mare ed i ragazzi, consapevoli che il tempo ci era avaro, sottrassero al sonno le ore che la loro vitalità pretendeva, per godersi i profumi che sapevano di mare pulito e di rigogliose pinete. I docenti furono generosi e benevoli nell’assecondare chi aveva già faticato con impegno per guadagnarsi il meritato premio.

Il risveglio, al mattino seguente, con sole radioso e caldo, accolse i nostri giovani nel modo più felice per partire, dopo una lauta colazione, alla conquista dell’antica Parendo, quasi increduli tutti, nella passeggiata sulla “Decumana”, di non essersi svegliati in una Venezia in miniatura e di capire, poi, che non la sola Storia della Serenissima aveva lasciato il suo indelebile segno.

L’antica “casa romana” in fondo alla strada e la sua piazzetta con l’antico borgo, furono una zoomata in tempi ancora più lontani, più remoti della Basilica Eufrasiana che ci accolse con i suoi mosaici e la sobrietà delle sue colonne di granito, sormontate da capitelli cesellati come preziosi merletti, quasi presaghi di quelle trine che poi sarebbero state tutte veneziane.

Il tempo, severo regista del viaggio, ci mise in marcia di ritorno verso Trieste già in mattinata. Ci attendeva la visita alla foiba di Plutone sull’altipiano del Carso triestino. Parlammo a lungo con i ragazzi, le nostre furono testimonianze di vita vissuta e sofferta, miste alla testimonianza studentesca di Gigi D’Agostini che all’apparenza poteva sembrare divertente e che poi indusse i ragazzi a riflessioni più profonde sul significato di Libertà.

Nidia Cernecca fece la propria testimonianza di figlia di una vittima, mentre il Presidente Rubessa raccontò l’Esodo vissuto da un bimbo che le vicende della Grande Storia fecero crescere troppo in fretta.

Preparammo così i ragazzi al pellegrinaggio verso “il buco nero” della foiba dove ci unimmo prendendoci per mano, per recitare il “Padre Nostro” in memoria di tutti i Caduti nelle foibe che, prima di precipitare, avevano prediletto la Preghiera del Padre.

Sull’orlo della foiba di Plutone, il Dr. Giorgio Rustia, ricercatore storico, ha illustrato ai ragazzi, con la sua proverbiale precisione, la vicenda dell’infoibamento avvenuto nel maggio 1945, per mano di comunisti italiani, documentandolo con ricchezza di particolari.

I ragazzi hanno vissuto la visita alla foiba proprio come pellegrinaggio  chiarificatore delle loro ricerche ed infatti ancora nel bosco, nel ritornare al pullman, si sono riuniti a gruppi con noi per altre domande e commenti, dandoci la conferma del loro intelligente e sentito coinvolgimento.

Al pranzo che è seguito nella trattoria “Alla Posta” a Padriciano, località alla periferia di Trieste, Luciano Rubessa aveva invitato il Presidente dell’Associazione di Esuli “Unione degli Istriani” Massimiliano Lacota ed il suo Vice Enrico Neami che si sono rivolti ai ragazzi con sentite e lusinghiere parole di apprezzamento per le loro ricerche sull’Istria, Fiume e Dalmazia.

Massimiliano Lacota aveva preventivamente organizzato con Luciano Rubessa una visita straordinaria per il nostro Gruppo al Museo di Padriciano, istituito negli stessi edifici che a suo tempo furono un emblematico Campo di Raccolta Profughi, uno dei 109 disseminati in tutta Italia che nell’immediato dopoguerra erano stati organizzati per ospitare gli “Espulsi” dall’Istria, Fiume, Venezia Giulia e Dalmazia dal tracotante Maresciallo Tito.

Sul posto eravamo attesi da alcuni Esuli che a piccoli gruppi ci fecero da guida illustrando la storia del Campo con documenti, fotografie e filmati ed ancora una volta i nostri studenti sono stati coinvolti nella Storia mescolata con vita vissuta, sofferta e sono stati travolti da emozioni e umane riflessioni.

Nel viaggio di ritorno, si è ricomposta l’atmosfera della gita, corroborata dalla vitalità della gioventù che con le sue risorse sa ritrovare gli equilibri emotivi.
Noi accompagnatori, Istriani Esuli che spendiamo le forze che ci rimangono per diffondere la Storia e il Dramma vissuto perché i Giovani conoscano e difendano la Pace tra i Popoli, ringraziamo i Docenti che ci hanno aiutato, ma ringraziamo soprattutto gli studenti che sono stati con noi con la piena coscienza dell’importanza di questo pellegrinaggio.

Ringraziamo il Presidente Rubessa e la Provincia di Brescia che ha sostenuto il progetto. I ragazzi sono ritornati arricchiti non solo da nozioni, ma da un’esperienza di vita che li ha ulteriormente maturati, cresciuti e li ha fatti apprezzare i tanti loro doni che forse fino a ieri non avevano nemmeno considerato o ritenuto di possedere.

Hanno capito che fuori dal loro mondo, quasi ovattato, ci sono anche coloro che soffrono e che è dovere e diritto di tutti conoscere la Storia del Passato per non essere costretti a riviverla.

 

Il Consigliere Nazionale A.N.V.G.D.
Gigi D’Agostini