01 ago – ”Pinocchio” non sbarca a Zara: asilo italiano rinviato

di Jan Bernas *

 

‘Pinocchio’ non sbarca a Zara. La nascita di un asilo italiano rimandata nuovamente La Croazia concede per ora solo istituzione sezione italiana presso asilo croato

 

Non sorgerà alcun asilo italiano ‘Pinocchio’ a Zara. Almeno per ora. Al suo posto una sezione autonoma presso l’asilo croato della città dalamata. Questo l’esito dell’incontro tra il premier di Zagabria Ivo Sanader e l’Unione Italiana – organizzazione che raccoglie i circa 35mila italiani sparsi tra la Slovenia e la Croazia – al termine dell'incontro semestrale (il primo nell'attuale legislatura). "Una soluzione temporanea", precisa Maurizio Tremul, presidente dell'Unione italiana.

"Il primo ministro croato ha convenuto con noi sul fatto che si tratta di un non problema. Ci hanno promesso che si interesseranno alla questione. Per intanto si porranno le basi per l'istituzione di una sezione italiana autonoma presso l'asilo croato zaratino", spiega Tremul. Una soluzione già posta in essere a Fiume, dove presso l'asilo croato ci sono ben 6 sezioni italiane. Un compromesso che certamente permette nel concreto l'apertura di una sezione d'insegnamento in lingua italiana a Zara, ma che rappresenta un nuovo rallentamento nella realizzazione di un progetto che sembrava ormai in dirittura d'arrivo. Le autorità zaratine hanno posto ostacoli, intoppi legali e ritardi pretestuosi per impedire la nascita di un asilo con lingua d'insegnamento italiana che dovrebbe portare il nome del burattino di Collodi. Addirittura, è stato richiesto che l'istituto adottasse il nome "Pinokio" e che il procedimento didattico fosse bi-lingue, croato-italiano. Un atteggiamento che denuncia una certa riluttanza nel riconoscere un'eredità culturale, prima che nazionale, che lega ancora Zara – l'odierna Zadar nella Dalmazia croata – all'Italia..

Ma la battaglia per il rispetto del diritto all’utilizzo della lingua madre degli italiani in Croazia ha dovuto fare i conti anche con il nuovo ordinamento scolastico 'Standard pedagogico' – promulgato dal Parlamento di Zagabria senza il voto del deputato italiano Furio Radin – che prevede la parificazione delle ore di lingua italiana e croata anche nelle scuole elementari (in quelle medie superiori è in atto già da anni). Mentre finora l'italiano si studiava un'ora alla settimana in più. Nell’incontro con Sanader, l’Unione Italiana è riuscita a strappare la garanzia di non veder diminuito il numero delle ore d'insegnamento dell'italiano nelle scuole elementari e medie inferiori italiane. "Il nostro timore era di dover diminuire il numero di ore di insegnamento dell'italiano. Così non è stato e l'ora in più che sarà dedicata alla lingua croata verrà presa dall'insegnamento di un altra materia", spiega Radin, anch'egli presente all'incontro con Sanader.

Per quanto riguarda infine la piena attuazione del bilinguismo nelle istituzioni statali, negli enti regionali e locali e nei tribunali, l'Unione Italiana e le autorità di Zagabria hanno deciso di dar luogo ad uno 'screeing' sullo stato di attuazione delle normative sui diritti linguistici, per poi intervenire nei casi dove il bilinguismo è zoppicante o del tutto assente.

 

 

* Jan Bernas è un giovane giornalista di origine polacca, in forza all'Agenzia Apcom, che da tempo si occupa di fatti e notizie relativi ai problemi del confine orientale. In questo periodo sta componendo un libro che riporterà trasversalmente le testimonianze degli esuli e dei rimasti, nell'intento di approfondire le storie personali e familiari delle nostre terre. Ha inoltre dato la disponibilità a collaborare con la nostra Associazione, per dare il proprio contributo di conoscenza alla giusta divulgazione di una storia ancora sconosciuta ai più.