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Scade alle 24 del prossimo 11 ottobre l’asta proposta dalla ANVGD con i cimeli del recente Triangolare del Ricordo. E’ possibile procurarsi gli originali dei palloni usati allo stadio, i palloni firmati dai giocatori e le divise delle squadre con tanto di magliette numerate.

Tutti gli articoli sono descritti alla pagina http://www.anvgd.it/notizie/12064-26set0852-allasta-i-cimeli-del-triangolare.html dove può anche essere seguito l’andamento delle offerte. Per proporre un’offerta è sufficiente scrivere una mail a info@anvgd.it .

Innanzitutto vorrei ringraziare nuovamente l’ANVGD per averci dato la possibilità, sia a mio fratello Agustin che a me, di poter partecipare a questo storico Triangolare; a Fabio Rocchi per il suo grande impegno in modo che tutto riuscisse benissimo; ai nostri Mister che ci hanno dato tantissime informazioni e strategie di gioco; ai miei compagni di squadra che si sono allenati fortemente ed hanno dato il loro meglio nelle partite; ai volontari presenti nello stadio offrendo il loro servizio; ai medici che hanno accompagnato i giocatori dentro e fuori dal campo di gioco, specialmente negli allenamenti; alla gente che ha fatto tifo per tutti noi dalle tribune. GRAZIE DI CUORE!!
Per me è stato un incontro indimenticabile che ricorderò tutta la mia vita ed è stato un orgoglio aver indossato la maglietta del Dalmazia.
Con grande affetto
 
Federico “pampa” Chiappetta Gazich, 20 anni, dall’Argentina, A.C. Dalmazia, originario di Zara, attaccante
 
 
Sono tornato in Argentina, dall’altra parte dell’emisfero, con il cuore pieno di battiti, sorrisi, ricordi ed un immensa allegria.
Ho trovato dei magnifici ragazzi, con i quali – pur non conoscendoli – avevo tanto in comune.
E’ stata una esperienza unica e sono felicissimo di esserci stato.
Grazie a voi tutti!
 
Agustín “pocho” Chiappetta Gazich, 18 anni, dall’Argentina, originario di Zara, A.C. Dalmazia, attaccante
da www.sulpalco.it

(…) Fatta, anche in modo molto sommario, la cronaca, evitando perfino i risultati, l’elenco dei premiati e i tanti nomi che pure meriterebbero menzione, preferisco soffermarmi sulle sensazioni che mi ha lasciato questo pomeriggio allo stadio, ambiente che non frequentavo da qualche anno, per cui una piccola emozione è stata anche il semplice rivedere da vicino il verde vivo del terreno di gioco.

 Ma poi è venuto il meglio. Mai pensavo di vedere un giocatore segnare un gol e ricevere abbracci dai compagni e pacche sulle spalle dagli avversari; pensavo di non vedere mai più un attaccante sbagliare un gol ed essere consolato dal portiere avversario; aver visto i giocatori alla fine di ogni singola partita sorridere e scherzare tra loro mi è sembrato un sogno; non aver visto nessun fischio arbitrale contestato, nessun giocatore sostituito che esce col muso, il sogno ad occhi aperti continuava. (…)

Una trasparenza e una correttezza che non credevo mai più di vedere su un campo di calcio, almeno in Italia, dove chissà perché questo sport divide piuttosto che unire. Questa invece è stata una festa per tutti, si rischiava anche di dimenticare chi avesse vinto e chi avesse perso.

 Signori professionisti da otto milioni di euro a contratto, guardate ed imparate cosa significa fare sport!

 Alessandro Tozzi, giornalista del quindicinale online Sulpalco

Abbiamo fatto parte di un pezzettino di storia, e per questo voglio ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile un sogno, un miraggio che dopo oltre un anno è diventata realtà!…in questi giorni abbiamo incontrato persone di tutti i tipi, diverse, particolari, più o meno simpatiche, ma la cosa pazzesca è che tutti avevano a cuore le nostre terre d’Istria.Fiume e Dalmazia, e volevano far sentire la loro voce!
Non ho abbastanza parole per spiegare le mie sensazioni, ma giocare al Flaminio con la maglia dei nostri avi non potrà aver eguali, il mio cuore non è mai stato così gonfio come davanti alle persone a me care presenti che mi guardavano e sostenevano, e finalmente mi sentivo di essere un pò meno impotente per quelle che, nonostante sia nato a Trieste, sento come le mie terre, il mio sangue.
Chiedo a tutti di continuare ad essere affezionati, di entrare nei Comitati delle varie città, riempiendoli di persone attive. Insomma, di ravvivare sempre la nostra passione di questi giorni.
E non so voi…ma a me, durante l’Inno di Mameli, con le nostre tre bandiere…una lacrima di commozione è scesa!

Daniele Diminich, 29 anni, da Trieste, F.C. Grion Pola, originario di Albona, difensore

Sono una tifosa della squadra Dalmazia, in quanto moglie di Maurizio Ferrari Cupilli giocatore di questa squadra, nonché vicina sostenitrice di questa causa da anni. Ho seguito la manifestazione da tifosa, da spettatrice, non ho vissuto da vicino le emozioni degli spogliatoi, degli allenamenti, della corsa in quel meraviglioso manto verde. Ma gli occhi di mio marito e di suo fratello valevano più di mille parole: quelle emozioni non erano solamente dettate dalla gioia di giocare in un vero stadio, ma quelle di giocare per rappresentare chi ha vissuto con la patria nel proprio cuore, chi vive nel ricordo di un dramma, chi ha cresciuto i propri figli con l’onore di essere italiani.

Ebbene questa è la vera atmosfera che io ho respirato da tifosa e che ho visto negli occhi di mio marito e di tutti i ragazzi che hanno dato cuore e anima per ricordare la storia della propria famiglia e onorare i propri cari.

Bravi ragazzi!

Antonina Schepis, tifosa del Dalmazia

Io c’ero……….. emozione unica, all’inno d’Italia mi son messo a piangere e con il groppo alla gola non potevo cantare. Dai ricordi che ho ascoltato da mia mamma e papà, ho sognato di essere allo stadio Cantrida di Fiume  dove mamma e papà andavano alla domenica. Troppe, troppe emozioni in quelle quattro ore passate allo stadio Flaminio. Parlavo con tutti, mi pareva di essere a Fiume.

Avrei centomila cose da dire ma mi è difficile esternarle scrivendo. Posso dire solamente che e stata una cosa unica, irripetibile e bellissima, che resterà nel mio cuore e nella mia vita.

Forza Fiumana, forza Grion Pola, forza Dalmazia: siete stati magnifici e nel mio cuore grido anche forza Olimpia, forza Gloria.

Un abbraccio fiuman a tutte le squadre, a tutti coloro che sono interventui, allo staff e ai dirigenti.

Giuseppe Budicin, 66 anni, da Mestre (VE), nato a Fiume, tifoso

21 settembre 2011, Stadio Flaminio di Roma: stanno per entrare in campo le squadre del Grion Pola e dell’A.C. Dalmazia. Nel sottopassaggio, alle due squadre si unisce la terza formazione del “Triangolare del Ricordo”: l’U.S. Fiumana.

All’improvviso, tutti i ragazzi intonano “La mula de Parenzo”; una forte emozione pervade tutti, giocatori e arbitri, dirigenti e pubblico, e non sembri retorica, ma è un po’ del nostro passato che risorge dalle ceneri e sono proprio loro, questi ragazzi, nipoti e pronipoti degli esuli, arrivati a Roma dal Sudafrica, dal Canada, dal Sudamerica, da tutto il mondo insomma, a ribadire, col loro canto, che la nostra grande storia e la nostra cultura non moriranno mai.

Nei tre giorni di ritiro, splendidamente ospitati nel centro “Mondo Migliore”, i ragazzi hanno ascoltato con grande interesse le nostre storie di esuli in Italia e ci hanno raccontato le loro storie di esuli nel mondo.

È stato bellissimo. Nell’insieme è stato qualcosa di più di un triangolare calcistico, e i nostri conterranei Abdon Pamich, Nino Benvenuti, Ottavio Missoni e Margherita Granbassi erano lì a testimoniare che in futuro potremo ancora portare al vertice altri campioni, interpretando lo sport con la cultura giuliano-dalmata, lottando fino in fondo col sorriso sulle labbra.

Sergio Vatta, da Torino, nativo di Zara, allenatore della U.S. Fiumana

Ciao a tutti,
scusatemi ma non trovo le parole per descrivere le emozioni che ho provato. Sento soltanto di aver partecipato ad un sogno e come tale quando finisce rimane il magone; ma nello stesso tempo la felicità immensa di aver incontrato vecchi amici, perchè a Zara le nostre famiglie si conoscevano e noi saremmo stati tali pensate…. e l’orgoglio di aver onorato la memoria di tanti cari che non ci sono più e la memoria storica delle nostre terre perdute.
Auguro che si possa ripetere in futuro questo evento non solo per rincontrarci ma per continuare a chiedere il rispetto della nostra storia e della nostra patria a chi per 50 anni ci ha denigrato/dimenticato.
Un’abbraccio a tutti.

Maurizio Ferrari Cupilli, 35 anni, da Torino, A.C. Dalmazia, originario di Zara, centrocampista

 

Pensiero interiore…

C’e’ il Triangolare, non me ne ero dimenticato, ma sapevo di non essere convocato, in fondo non sono un calciatore, sono un pallavolista.. ho giocato a pallavolo per tanti anni, ogni tanto a calcio a 5, calcio a 7, non ho mai giocato in un campo di calcio a 11…

Poi qualcuno ha dovuto rinunciare e mi hanno convocato… ho l’onore di essere uno dei 18 che vestira’ la maglia della Fiumana in un evento unico che restera’ nella Memoria, forse anche nella Storia, sicuramente in quella di chi partecipera’.

In fondo sono allenato, ma col lavoro come faccio?

Lavoro?!?! Ho tutta la vita davanti ancora per lavorare, cosa saranno mai 2 giorni in cui non sono al lavoro (tanto poi avro’ il computer ed il telefono con me e lavorero’ nei momenti di relax)….

Quindi che faccio?

Accetto! Come faccio a perdere un’occasione simile? Quando mai ci sara’ un’altra opportunita’?

Probabilmente ci sara’ il Triangolare del ricordo n.2, n.3 ecc…. ma non sara’ lo stesso.

Un po’ come il DREAM TEAM, nessun DREAM TEAM e’ mai stato come il primo, quello di Barcellona con Michael Jordan, Magic Johnson, Larry Bird e tutti gli altri… e’ divenuto LEGGENDA, voglio perdere un’occasione simile?

No no assolutamente no!

“Ci sono! Mi organizzo, arrivo lunedi sera e riparto dopo la partita, ma ci sono!”

Oggi ripenso che solo chi era presente puo’ dire di aver toccato la STORIA, che si chiami Sergio Vatta o Aldo Kregar (STORIA del calcio), Bruno Pizzul (STORIA del giornalismo), Lucio Toth (STORIA degli Esuli) e qualunque altro cognome che potrei citare, ed era presente a Roma.

Tutti insieme abbiamo fatto STORIA.

Grazie per avermi dato questa opportunita’, grazie a chi c’era 70 anni fa a Fiume, Pola, Zara ed era ITALIANO, grazie a chi c’era a Roma ed ha giocato, tifato, organizzato, grazie ai miei nonni che sono partiti da Fiume con un figlio in fasce, grazie a mio padre che mi guardava con orgoglio con la maglia della Fiumana addosso.

E grazie a voi, LEGGENDARI COMPAGNI DI SQUADRA!

Davide Segnan, 37 anni, da Bologna, U.S. Fiumana, originario di Fiume, centrocampista

La vita non si misura con gli attimi in cui respiriamo, ma con gli attimi che ci fanno perdere il respiro.

E ce ne sono stati di momenti così in questi tre giorni…raccontare le mie origini,i luoghi a me cari a persone che conoscevano benissimo ciò di cui parlavo e i cui genitori o nonni hanno compiuto le stesse dolorose scelte dei miei, confrontarmi con persone da tutta Italia e da tutto il mondo, calcare il prato del Flaminio, ascoltare l’inno italiano che stavolta ha un significato ancora più speciale, cantare canzoni istriane sotto una tifoseria commossa e passare le serata in amicizia e goliardia.

Grazie ai miei due mister per avermi scelto per questa esperienza e perché hanno capito qual’era lo spirito di questa partita e di questa festa, grazie al meraviglioso pubblico allo stadio, grazie agli organizzatori e ai volontari per aver avuto questa folle, splendida idea e per essersi dati corpo e anima perché potessimo viverla appieno, grazie a tutti i ragazzi che ho conosciuto e in special modo alla mia squadra, quel fantastico e verde connubio canadese-argentino-italiano (ma al 100% istriano) chiamato Grion Pola…perché dovete ammetterlo, già questo evento era speciale, noi l’abbiamo reso “eccezionale veramente”.

Stefano Silli, 35 anni, da Treviso, F.C. Grion Pola, originario di Albona, centrocampista

 

Finalmente!!!

Aspettavo questo momento da un anno e finalmente è arrivato!

Sono stati tre giorni stupendi che ho condiviso con persone diverse, provenienti da ogni parte del mondo, ma che con me avevano ed hanno un grande comune denominatore: essere discendenti di un grande popolo!

Un popolo che ha sofferto tantissimo ma che ha saputo andare avanti e ancora oggi è fiero e vivo tramite i propri figli e nipoti che, tutti uniti, si sono dati appuntamento nella Capitale per ricordare l’esodo giuliano-dalmata.

Negli occhi di tutti ho visto quella fierezza e quel senso di appartenenza.

L’organizzazione è stata fantastica in tutto, dal primo all’ultimo minuto in cui siamo stati assieme e, consapevole del lavoro che è stato fatto e che tuttora continua, vi ringrazio di cuore.

Grazie e alla prossima!!!

Antonio Russo, 35 anni, da Trieste, F.C. Grion Pola, originario di Capodistria, portiere

A pochi giorni dalla disputa del Triangolare del Ricordo, la manifestazione sportiva voluta da ANVGD Giovani, la Sede nazionale dell’Associazione è già al lavoro per la produzione di un libro o -meglio- di un instant-book che raccoglierà le decine di testimonianze che stanno sommergendo lo staff organizzativo in queste ore.

Che siano del pubblico o dello staff, degli allenatori o dei giocatori, sprigionano tutte un grande entusiasmo ed un orgoglio insperato ogni oltre aspettativa. E’ un patrimonio che non va assolutamente disperso e questo è lo scopo principe del libro in preparazione.

Per ora ve ne proponiamo la copertina (cliccare per ingrandire). Il resto lo lasciamo alla trepidante attesa di chi vuole rivivere i momenti più belli di un evento che resterà nella storia della grande comunità giuliano-dalmata mondiale.