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Da “Difesa Adriatica”, mensile dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, numero di giugno 2010.
Tre erano le principali società calcistiche che infiammavano gli animi e facevano discutere accanitamente tifosi e sportivi nella Venezia Giulia e Dalmazia fino al secondo dopoguerra: Grion (Pola) Fiumana (Fiume) e la Società Ginnastica Zara (Zara). Come era costume allora in Italia, le società calcistiche in realtà erano delle vere e proprie polisportive che al loro interno contavano altre sezioni sportive come la ginnastica, il podismo, la scherma, il pugilato, il nuoto, il tiro a segno, il ciclismo e vari giochi all’aperto. Vediamone brevemente la storia.
LA FIUMANA
Della storia della Fiumana si conosce tutto, ma in questo momento tifosi e simpatizzanti aspettano con ansia che il grande lavoro svolto dei fratelli Vatta ben presto si possa concretizzare con l’iscrizione della squadra nella Serie C.
UNIONE SPORTIVA GIOVANNI GRION (“Grion”, Pola)
Breve Storia di Giovanni Grion. Nacque a Pola il 20 agosto 1890 e, già adolescente, si schierò contro l’autorità dell’impero austro- ungarico, iniziando, insieme con altri patrioti, ad incitare i soldati di nazionalità italiana a ribellarsi alla monarchia asburgica. Fu per questo motivo arrestato, processato e condannato a molti mesi di carcere. Scontata la pena fu costretto all’esilio a Milano dove con un modesto impiego riusciva, con difficoltà, a vivere. Con lo scoppio della guerra si arruolò volontario e non smise mai di incitare i soldati austriaci di nazionalità italiana a combattere per la madrepatria. Combatté prima sul Mrzly Vrh, dove si guadagnò diverse medaglie al valore. poi nel 1915, compiuto brillantemente il corso degli allievi ufficiali, fu promosso a sottotenente e mandato con il V Reggimento Bersaglieri presso Asiago dove morì nel 1916. Nel novembre del 1918, con l’arrivo del Regio Esercito, le autorità cittadine polesi decisero di ricordare il sacrificio del giovane concittadino creando un nuovo sodalizio con il suo nome. Fu così sciolta l’antica Edera e al suo posto nacque il Fascio Grion con le sezioni di filodrammatica, teatro, gite, sport. Quest’ultima chiamata Gruppo Sportivo Grion raccoglieva al suo interno l’Atletica Leggera, Calcio, Ciclismo, Boxe, Lotta, Sollevamento Pesi, Ginnastica, Scherma, Hockey, ed il Motociclismo.
Tra il 1919-1927 la sezione calcio partecipò ai tornei del Comitato regionale giuliano, mostrando sempre un gioco ed una compattezza superiore rispetto alle altre squadre. Proprio in quegli anni, iniziò il lento declino delle restanti attività del sodalizio causato sia dalla nascita di nuovi enti ricreativi creati appositamente dal regime per educare i giovani, sia dall’ala interna fascista che mirava all’espulsione di quella mazziniana. Il Fascio Grion, estremamente debole, non poté far altro che dedicarsi completamente allo sport. Fu così che nel 1924, insieme con l’Unione Sportiva Polese, nacque una nuova associazione sportiva, l’Unione Sportiva Giovanni Grion. Come presidente fu eletto Giovanni Vidrich, vicepresidente Umberto Braida, segretario Alfonso Batterini. Il nuovo consiglio decise inoltre che i colori sociali dovevano essere maglia e calzoncini neri con la stella bianca per la Squadra A, mentre per la squadra B il blu con una stella bianca.
Intanto le lotte interne tra i soci mazziniani e fascisti si conclusero nel 1926 con l’espulsione del gruppo mazziniano che qualche mese più tardi rifondò l’“Edera”. Le autorità decisero lo scioglimento di quest’ultima nel novembre dello stesso anno, in seguito alle disposizioni governative sulle associazioni ed i partiti antifascisti. La sezione calcio o più comunemente il Grion Pola continuò la sua scalata verso le categorie calcistiche superiori. Dal 1928 al 1931 la squadra polese giocò in Serie C e nel 1932-33 centrò la storica promozione in serie B. Nella serie cadetta vi restò fino alla stagione 1934-35 quando, a causa degli incidenti nella gara interna con il Pistoia e le dure decisioni prese dalla FIGC la società decise il ritirò dal campionato. Il Grion così fu retrocesso d’ufficio in Serie C dove vi rimase fino alla stagione 1942-43.
LA SOCIETÀ GINNASTICA ZARA
20 Gennaio 1876: nascita del sodalizio con il nome di Società Ginnastica e Scherma.
23 Settembre 1883: prima uscita pubblica dei Ginnasti (circa 200) e benedizione della bandiera sociale. 2 Ottobre: grande impegno del giovane sodalizio per i terremotati di Casamicciola. Gennaio 1885: inaugurazione della nuova palestra: «Il locale per gli esercizi è ampio e decoroso, gli attrezzi sono della fabbrica Sedmarck di Graz che accoppiano alla massima solidità la massima eleganza». 5 ottobre: scioglimento della Società da parte della polizia austriaca a causa del discorso fatto da Antonio Bajamonti. 27 Ottobre: la Società è costretta a cambiare nome, a causa delle continue persecuzioni poliziesche, in Società Canottieri Dalmazia, ma continua l’antico programma sportivo, sportivo e politico irredentista con conferenze, intrattenimenti e gite. Ottobre 1886: vengono aggiunti nuovi locali che permisero al giovane sodalizio di aprire le porte «ai giovinetti di età tra i 10 ed i 15 anni, le cui forze fisiche sono suscettibili di grande sviluppo».
9 marzo 1889: «la società sotto la presidenza del Sig. Giuseppe Perlini va ogni giorno progredendo. Ed infatti adesso c’ è un gabinetto di lettura fornito dei migliori giornali italiani. Si posero anche le basi per la fondazione di una biblioteca sociale, per merito del socio Simeone Rougier, il quale per primo ebbe a regalare un centinaio di volumi».
1891: viene nuovamente sciolta dalle autorità austriache, ma viene ricostituita con il nome di “Circolo nazionale”. La polizia austriaca la sciolse nuovamente dopo poco tempo. 1 maggio 1892: nuova rinascita con il titolo di “Società Unione Zaratina”, ma avendo esposto durante una festa le immagini dei reali d’Italia fu nel febbraio 1903 nuovamente disciolta. Sempre nello stesso anno rinasce con il nome di “Società Antonio Bajamonti”. 28 ottobre 1905: nuovamente costretta a cambiare nome in “Iuventus Jadertina”. 1910: dopo aspre lotte con le autorità austriache, riesce ad iscriversi al Touring Club italiano. 10 agosto 1912: le autorità austriache decidono di sciogliere il sodalizio per le strofe del suo inno sociale troppo italiano, ma nello stesso anno si ricostituiva con il nome di “Società Ginnastica Zaratina” e si iscriveva alla Federazione Ginnastica Nazionale Italiana di Roma. 1914: partecipa all’Esposizione di Genova, dove insieme alla Diadora e al Veloce Club Zaratino, ottiene premi applausi e grandi manifestazioni di affetto e ciò bastò a Vienna ad aprire una terribile inchiesta.
1916: scioglimento della Società. 1918: rinascita della Ginnastica e iscrizione alle principali federazioni sportive italiane: FNIG, FIGC, TCI. Debuttò nel 1926 nel campionato di Seconda Divisione Sud (attuale Serie C) giocando nel girone A (marchigiano-umbro) per la vicinanza delle Marche alla Dalmazia. Arrivò quarta ma decise di rinunciare all’iscrizione al successivo campionato di Seconda Divisione Sud, affiliandosi alla ULIC. Negli anni ’30 partecipò ai campionati marchigiani di Seconda e Prima Divisione e sfiorò la promozione in C nel campionato 1939-’40. Purtroppo in quella stagione, per altre cause, la squadra fu costretta al ritiro dopo 20 giornate mentre era in testa alla classifica. Fu l’ultima stagione della società nel campionato italiano.
Perché non rivivere gli antichi sentimenti magari organizzando un torneo di calcio con tutte e tre le rappresentative?
Giorgio Di Giuseppe





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