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Archivio di ottobre 2011

Innanzitutto vorrei ringraziare nuovamente l’ANVGD per averci dato la possibilità, sia a mio fratello Agustin che a me, di poter partecipare a questo storico Triangolare; a Fabio Rocchi per il suo grande impegno in modo che tutto riuscisse benissimo; ai nostri Mister che ci hanno dato tantissime informazioni e strategie di gioco; ai miei compagni di squadra che si sono allenati fortemente ed hanno dato il loro meglio nelle partite; ai volontari presenti nello stadio offrendo il loro servizio; ai medici che hanno accompagnato i giocatori dentro e fuori dal campo di gioco, specialmente negli allenamenti; alla gente che ha fatto tifo per tutti noi dalle tribune. GRAZIE DI CUORE!!
Per me è stato un incontro indimenticabile che ricorderò tutta la mia vita ed è stato un orgoglio aver indossato la maglietta del Dalmazia.
Con grande affetto
 
Federico “pampa” Chiappetta Gazich, 20 anni, dall’Argentina, A.C. Dalmazia, originario di Zara, attaccante
 
 
Sono tornato in Argentina, dall’altra parte dell’emisfero, con il cuore pieno di battiti, sorrisi, ricordi ed un immensa allegria.
Ho trovato dei magnifici ragazzi, con i quali – pur non conoscendoli – avevo tanto in comune.
E’ stata una esperienza unica e sono felicissimo di esserci stato.
Grazie a voi tutti!
 
Agustín “pocho” Chiappetta Gazich, 18 anni, dall’Argentina, originario di Zara, A.C. Dalmazia, attaccante
da www.sulpalco.it

(…) Fatta, anche in modo molto sommario, la cronaca, evitando perfino i risultati, l’elenco dei premiati e i tanti nomi che pure meriterebbero menzione, preferisco soffermarmi sulle sensazioni che mi ha lasciato questo pomeriggio allo stadio, ambiente che non frequentavo da qualche anno, per cui una piccola emozione è stata anche il semplice rivedere da vicino il verde vivo del terreno di gioco.

 Ma poi è venuto il meglio. Mai pensavo di vedere un giocatore segnare un gol e ricevere abbracci dai compagni e pacche sulle spalle dagli avversari; pensavo di non vedere mai più un attaccante sbagliare un gol ed essere consolato dal portiere avversario; aver visto i giocatori alla fine di ogni singola partita sorridere e scherzare tra loro mi è sembrato un sogno; non aver visto nessun fischio arbitrale contestato, nessun giocatore sostituito che esce col muso, il sogno ad occhi aperti continuava. (…)

Una trasparenza e una correttezza che non credevo mai più di vedere su un campo di calcio, almeno in Italia, dove chissà perché questo sport divide piuttosto che unire. Questa invece è stata una festa per tutti, si rischiava anche di dimenticare chi avesse vinto e chi avesse perso.

 Signori professionisti da otto milioni di euro a contratto, guardate ed imparate cosa significa fare sport!

 Alessandro Tozzi, giornalista del quindicinale online Sulpalco