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Archivio di settembre 2011

Abbiamo fatto parte di un pezzettino di storia, e per questo voglio ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile un sogno, un miraggio che dopo oltre un anno è diventata realtà!…in questi giorni abbiamo incontrato persone di tutti i tipi, diverse, particolari, più o meno simpatiche, ma la cosa pazzesca è che tutti avevano a cuore le nostre terre d’Istria.Fiume e Dalmazia, e volevano far sentire la loro voce!
Non ho abbastanza parole per spiegare le mie sensazioni, ma giocare al Flaminio con la maglia dei nostri avi non potrà aver eguali, il mio cuore non è mai stato così gonfio come davanti alle persone a me care presenti che mi guardavano e sostenevano, e finalmente mi sentivo di essere un pò meno impotente per quelle che, nonostante sia nato a Trieste, sento come le mie terre, il mio sangue.
Chiedo a tutti di continuare ad essere affezionati, di entrare nei Comitati delle varie città, riempiendoli di persone attive. Insomma, di ravvivare sempre la nostra passione di questi giorni.
E non so voi…ma a me, durante l’Inno di Mameli, con le nostre tre bandiere…una lacrima di commozione è scesa!

Daniele Diminich, 29 anni, da Trieste, F.C. Grion Pola, originario di Albona, difensore

Sono una tifosa della squadra Dalmazia, in quanto moglie di Maurizio Ferrari Cupilli giocatore di questa squadra, nonché vicina sostenitrice di questa causa da anni. Ho seguito la manifestazione da tifosa, da spettatrice, non ho vissuto da vicino le emozioni degli spogliatoi, degli allenamenti, della corsa in quel meraviglioso manto verde. Ma gli occhi di mio marito e di suo fratello valevano più di mille parole: quelle emozioni non erano solamente dettate dalla gioia di giocare in un vero stadio, ma quelle di giocare per rappresentare chi ha vissuto con la patria nel proprio cuore, chi vive nel ricordo di un dramma, chi ha cresciuto i propri figli con l’onore di essere italiani.

Ebbene questa è la vera atmosfera che io ho respirato da tifosa e che ho visto negli occhi di mio marito e di tutti i ragazzi che hanno dato cuore e anima per ricordare la storia della propria famiglia e onorare i propri cari.

Bravi ragazzi!

Antonina Schepis, tifosa del Dalmazia

Io c’ero……….. emozione unica, all’inno d’Italia mi son messo a piangere e con il groppo alla gola non potevo cantare. Dai ricordi che ho ascoltato da mia mamma e papà, ho sognato di essere allo stadio Cantrida di Fiume  dove mamma e papà andavano alla domenica. Troppe, troppe emozioni in quelle quattro ore passate allo stadio Flaminio. Parlavo con tutti, mi pareva di essere a Fiume.

Avrei centomila cose da dire ma mi è difficile esternarle scrivendo. Posso dire solamente che e stata una cosa unica, irripetibile e bellissima, che resterà nel mio cuore e nella mia vita.

Forza Fiumana, forza Grion Pola, forza Dalmazia: siete stati magnifici e nel mio cuore grido anche forza Olimpia, forza Gloria.

Un abbraccio fiuman a tutte le squadre, a tutti coloro che sono interventui, allo staff e ai dirigenti.

Giuseppe Budicin, 66 anni, da Mestre (VE), nato a Fiume, tifoso

21 settembre 2011, Stadio Flaminio di Roma: stanno per entrare in campo le squadre del Grion Pola e dell’A.C. Dalmazia. Nel sottopassaggio, alle due squadre si unisce la terza formazione del “Triangolare del Ricordo”: l’U.S. Fiumana.

All’improvviso, tutti i ragazzi intonano “La mula de Parenzo”; una forte emozione pervade tutti, giocatori e arbitri, dirigenti e pubblico, e non sembri retorica, ma è un po’ del nostro passato che risorge dalle ceneri e sono proprio loro, questi ragazzi, nipoti e pronipoti degli esuli, arrivati a Roma dal Sudafrica, dal Canada, dal Sudamerica, da tutto il mondo insomma, a ribadire, col loro canto, che la nostra grande storia e la nostra cultura non moriranno mai.

Nei tre giorni di ritiro, splendidamente ospitati nel centro “Mondo Migliore”, i ragazzi hanno ascoltato con grande interesse le nostre storie di esuli in Italia e ci hanno raccontato le loro storie di esuli nel mondo.

È stato bellissimo. Nell’insieme è stato qualcosa di più di un triangolare calcistico, e i nostri conterranei Abdon Pamich, Nino Benvenuti, Ottavio Missoni e Margherita Granbassi erano lì a testimoniare che in futuro potremo ancora portare al vertice altri campioni, interpretando lo sport con la cultura giuliano-dalmata, lottando fino in fondo col sorriso sulle labbra.

Sergio Vatta, da Torino, nativo di Zara, allenatore della U.S. Fiumana

Ciao a tutti,
scusatemi ma non trovo le parole per descrivere le emozioni che ho provato. Sento soltanto di aver partecipato ad un sogno e come tale quando finisce rimane il magone; ma nello stesso tempo la felicità immensa di aver incontrato vecchi amici, perchè a Zara le nostre famiglie si conoscevano e noi saremmo stati tali pensate…. e l’orgoglio di aver onorato la memoria di tanti cari che non ci sono più e la memoria storica delle nostre terre perdute.
Auguro che si possa ripetere in futuro questo evento non solo per rincontrarci ma per continuare a chiedere il rispetto della nostra storia e della nostra patria a chi per 50 anni ci ha denigrato/dimenticato.
Un’abbraccio a tutti.

Maurizio Ferrari Cupilli, 35 anni, da Torino, A.C. Dalmazia, originario di Zara, centrocampista

 

Pensiero interiore…

C’e’ il Triangolare, non me ne ero dimenticato, ma sapevo di non essere convocato, in fondo non sono un calciatore, sono un pallavolista.. ho giocato a pallavolo per tanti anni, ogni tanto a calcio a 5, calcio a 7, non ho mai giocato in un campo di calcio a 11…

Poi qualcuno ha dovuto rinunciare e mi hanno convocato… ho l’onore di essere uno dei 18 che vestira’ la maglia della Fiumana in un evento unico che restera’ nella Memoria, forse anche nella Storia, sicuramente in quella di chi partecipera’.

In fondo sono allenato, ma col lavoro come faccio?

Lavoro?!?! Ho tutta la vita davanti ancora per lavorare, cosa saranno mai 2 giorni in cui non sono al lavoro (tanto poi avro’ il computer ed il telefono con me e lavorero’ nei momenti di relax)….

Quindi che faccio?

Accetto! Come faccio a perdere un’occasione simile? Quando mai ci sara’ un’altra opportunita’?

Probabilmente ci sara’ il Triangolare del ricordo n.2, n.3 ecc…. ma non sara’ lo stesso.

Un po’ come il DREAM TEAM, nessun DREAM TEAM e’ mai stato come il primo, quello di Barcellona con Michael Jordan, Magic Johnson, Larry Bird e tutti gli altri… e’ divenuto LEGGENDA, voglio perdere un’occasione simile?

No no assolutamente no!

“Ci sono! Mi organizzo, arrivo lunedi sera e riparto dopo la partita, ma ci sono!”

Oggi ripenso che solo chi era presente puo’ dire di aver toccato la STORIA, che si chiami Sergio Vatta o Aldo Kregar (STORIA del calcio), Bruno Pizzul (STORIA del giornalismo), Lucio Toth (STORIA degli Esuli) e qualunque altro cognome che potrei citare, ed era presente a Roma.

Tutti insieme abbiamo fatto STORIA.

Grazie per avermi dato questa opportunita’, grazie a chi c’era 70 anni fa a Fiume, Pola, Zara ed era ITALIANO, grazie a chi c’era a Roma ed ha giocato, tifato, organizzato, grazie ai miei nonni che sono partiti da Fiume con un figlio in fasce, grazie a mio padre che mi guardava con orgoglio con la maglia della Fiumana addosso.

E grazie a voi, LEGGENDARI COMPAGNI DI SQUADRA!

Davide Segnan, 37 anni, da Bologna, U.S. Fiumana, originario di Fiume, centrocampista

La vita non si misura con gli attimi in cui respiriamo, ma con gli attimi che ci fanno perdere il respiro.

E ce ne sono stati di momenti così in questi tre giorni…raccontare le mie origini,i luoghi a me cari a persone che conoscevano benissimo ciò di cui parlavo e i cui genitori o nonni hanno compiuto le stesse dolorose scelte dei miei, confrontarmi con persone da tutta Italia e da tutto il mondo, calcare il prato del Flaminio, ascoltare l’inno italiano che stavolta ha un significato ancora più speciale, cantare canzoni istriane sotto una tifoseria commossa e passare le serata in amicizia e goliardia.

Grazie ai miei due mister per avermi scelto per questa esperienza e perché hanno capito qual’era lo spirito di questa partita e di questa festa, grazie al meraviglioso pubblico allo stadio, grazie agli organizzatori e ai volontari per aver avuto questa folle, splendida idea e per essersi dati corpo e anima perché potessimo viverla appieno, grazie a tutti i ragazzi che ho conosciuto e in special modo alla mia squadra, quel fantastico e verde connubio canadese-argentino-italiano (ma al 100% istriano) chiamato Grion Pola…perché dovete ammetterlo, già questo evento era speciale, noi l’abbiamo reso “eccezionale veramente”.

Stefano Silli, 35 anni, da Treviso, F.C. Grion Pola, originario di Albona, centrocampista

 

Finalmente!!!

Aspettavo questo momento da un anno e finalmente è arrivato!

Sono stati tre giorni stupendi che ho condiviso con persone diverse, provenienti da ogni parte del mondo, ma che con me avevano ed hanno un grande comune denominatore: essere discendenti di un grande popolo!

Un popolo che ha sofferto tantissimo ma che ha saputo andare avanti e ancora oggi è fiero e vivo tramite i propri figli e nipoti che, tutti uniti, si sono dati appuntamento nella Capitale per ricordare l’esodo giuliano-dalmata.

Negli occhi di tutti ho visto quella fierezza e quel senso di appartenenza.

L’organizzazione è stata fantastica in tutto, dal primo all’ultimo minuto in cui siamo stati assieme e, consapevole del lavoro che è stato fatto e che tuttora continua, vi ringrazio di cuore.

Grazie e alla prossima!!!

Antonio Russo, 35 anni, da Trieste, F.C. Grion Pola, originario di Capodistria, portiere

A pochi giorni dalla disputa del Triangolare del Ricordo, la manifestazione sportiva voluta da ANVGD Giovani, la Sede nazionale dell’Associazione è già al lavoro per la produzione di un libro o -meglio- di un instant-book che raccoglierà le decine di testimonianze che stanno sommergendo lo staff organizzativo in queste ore.

Che siano del pubblico o dello staff, degli allenatori o dei giocatori, sprigionano tutte un grande entusiasmo ed un orgoglio insperato ogni oltre aspettativa. E’ un patrimonio che non va assolutamente disperso e questo è lo scopo principe del libro in preparazione.

Per ora ve ne proponiamo la copertina (cliccare per ingrandire). Il resto lo lasciamo alla trepidante attesa di chi vuole rivivere i momenti più belli di un evento che resterà nella storia della grande comunità giuliano-dalmata mondiale.

Stupendo, incredilile, meraviglioso, superlativo!
Così è stato, per me, il pomeriggio del 21 settembre allo stadio Flaminio.
Forse mi sono sentito maggiormente coinvolto perché io stesso esule e, pur se piccolissimo, conservo ancora ogni ricordo della mia vita in Istria e del giorno della partenza dal porto di Parenzo. Ma anche i ragazzi, che sono la seconda-terza generazione, erano emozionati ed è stata l’apoteosi alla fine quando i giocatori hanno intonato le nostre canzoni in un unico coro con il pubblico. Che momento!

Un grazie alla ANVGD tutta, a Fabio Rocchi, al vicepresidente Marino Segnan ed a quanti altri (molti) hanno dato il loro contributo. Siete stati stupendi, favolosi!
Lo dicevo agli arbitri, nella fase di adesione, che ero sicuro che il ricordo di questa manifestazione sarebbe rimasto indelebile in ciascuno di noi per il resto della nostra vita. Così sarà, più grande ed intenso di ogni aspettativa.

Un grazie di cuore. Abbraccio tutti.

Mario Miani, 58 anni, da Cordenons (PN), nato a Parenzo, arbitro del Triangolare

Ciao Gioventù, 

desidero ringraziarVi tutti per i giorni trascorsi in ritiro a Rocca di Papa. E’ stata una bellissima festa alla quale ho partecipato insieme alla mia famiglia con grande entusiasmo in ricordo di mio Papà che ha giocato nel Grion e che ci ha sempre raccontato momenti importanti sulle sue partite e sul campionato della nerostellata. Agli Organizzatori un grazie di cuore. Con affetto e a presto

Luigi Silli, 61 anni, originario di Albona, F.C. Grion Pola, allenatore in seconda

 

Emozionato.

Quelle terre dove i miei zii correvano e giocavano con mio padre in fasce, dove i miei nonni si amavano e i veri valori esistevano veramente, hanno ripreso vita il 21 settembre 2011.

Non solo le terre. Eravamo in tanti allo stadio, lassù però una grande massa di esuli felici, piangeva e tifava. Si sentivano le loro voci, il loro calore, quell’orgoglio di essere stati italiani. Emozionante.

Lealtà, allegria e onore i valori che mi sono stati trasmessi fin da piccolo, onore che ho ritrovato scendendo in campo per loro, per un loro ideale. Per questo ho trattenuto le lacrime, più volte, pensando a mio padre scomparso troppo presto, pensando ai miei zii, e all’ orgoglio che da lassù hanno potuto provare nel vedere me e mio fratello vicini per rappresentarli. La dalmazia era rimasta nel loro cuore. E loro nel mio.

Grazie Fabio Rocchi e team, grazie all’ Associazione. Ora più che mai mi sento un Dalmata, ora più che mai un Italiano.

Con emozione.

Riccardo Ferrari Cupilli, 29 anni, da Torino, A.C. Dalmazia, originario di Zara, centrocampista e capitano, premio fair play del Triangolare

Era iniziato così, tutto abbastanza per gioco, in un periodo in cui iniziavo ad avvicinarmi alla ANVGD.

Ed invece eccomi qua, con una medaglia d’oro al collo a vedere su internet le immagini di una festa che difficilmente dimenticherò.

Da quando la segreteria organizzativa mi ha contattato, ho spiegato non so quante volte la storia della Fiumana (grazie a chi ha creato la pagina di Wikipedia, ammetto che ero ignorante in materia!) nonché quella dell’esodo, nonché la storia della mia famiglia. Per non parlare del fatto che la domanda più frequente era: “Ma cosa va a fare un quasi ex arbitro di pallacanestro in un torneo di calcio?”; e non avevano tutti i torti…

E così, lunedì 19 mi sono imbarcato su un aereo per Roma, con una valigia piena di allegria e curiosità.

Allegria, perché già a Rimini al Forum Giovani ANVGD ho capito che in queste occasioni ci si diverte.

Curiosità, perché non sapevo esattamente chi sarebbero stati i miei compagni di squadra e, soprattutto, dove mi avrebbero portato i miei limiti di calciatore non propriamente provetto.

La curiosità è stata soddisfatta con una due giorni di “full immersion calcistica” al Centro Mondo Migliore (ma i giocatori non andavano in ritiro in super alberghi extra lusso? :-) che hanno un po’ messo a dura prova la psiche di un cestista come il sottoscritto.

Ma, soprattutto, una due giorni con tanti muli istriani, dalmati e fiumani, provenienti da mezzo mondo, visto che non solo coprivamo quasi tutte le regioni d’Italia, ma anche quasi tutti i continenti (gli esuli avranno conquistato anche la Cina?)

E, vi posso assicurare, che mi sono divertito come e più che a Rimini!

E poi, con le ciocche nei piedi ed i muscoli in fiamme, ecco il gran finale.

Il Triangolare al Flaminio, la casa italiana del rugby.

Ora, non so voi, ma in vita mia sono sceso su parquet storici, ma mai in un vero stadio.

L’emozione è stata immensa.

Arrivare in autobus come una squadra seria, salire la scaletta che porta al green come uno dei fratelli Bergamasco, vedere la tribuna addobbata con la scritta “Triangolare del Ricordo”, incontrare le hostess (ah, no, era Fabio Rocchi, vabbé questo passava il convento :-) , vedere tribune, seppur ancora deserte, da 30 mila persone, insomma un mix di emozioni da far tremare le gambe.

Della partita non parlo, non ne ho le competenze tecniche.

Lasciatemi solo dire che i miei coach Sergio Vatta e Aldo Kregar sono due terribili vecchietti (:-), che difficilmente credo di aver incontrato nella mia carriera cestistica, ma che mi hanno insegnato tanto sulla nostra storia e anche, perché no, sullo stare in campo.

Il risultato sportivo finale è stata una grande vittoria della Fiumana, la mia squadra.

E’ scoppiata una grande festa, una gioia buffa da descrivere, perché 18 ragazzi che si conoscevano da poco più di 48 ore hanno festeggiato sul campo come se fossero una squadra cresciuta insieme da anni e anni di intenso lavoro.

Però è così. Il bello di noi esuli è questo.

Arriviamo da ogni parte d’Italia e/o del mondo, stiamo insieme qualche giorno, o peggio qualche ora, ma sembriamo una combriccola che si conosce da un’eternità.

Qualche anno fa, un tizio diceva: “Tu chiamale, se vuoi, emozioni!”

Già, solo una grande, immensa emozione.

Per finire.

Grazie Fabio, grazie Chiara, grazie Ilaria, grazie ai volontari, grazie Marino, grazie ANVGD.

Grazie ai miei tifosi per lo striscione in curva sud “Valenti stai in panca!!!” (apparso anche su Facebook) (:-)

Ma, soprattutto, grazie nonni!!!

Da Fiume, oltre a papà, sono scappati nonni paterni e nonni materni.

E a tutti loro devo dire il mio grazie per avermi passato il ricordo di quelle terre nonché avermi insegnato certi valori che porto sempre con me, nella mia vita sportiva ed in quella di tutti i giorni.

Ci sarà un altro Triangolare? Chissà. Di certo io cercherò di essere presente qualunque manifestazione si organizzerà, perché ho scoperto che posso incontrare amici veri!

Christian Valenti, 34 anni, da Genova, U.S. Fiumana, originario di Fiume, difensore