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11 feb - A Roma ''parata di stelle'' con l'ANVGD

L’attenzione, l’emozione, la considerazione della nazione che rapporto possono avere con un premio internazionale? Molto stretto se l’attestato  nasce dalla volontà di far conoscere al mondo una realtà composita fatta di storia dell’esodo e delle vittime delle foibe di cui molti hanno scritto, realizzato film, video, trasmissioni tv o radiofoniche, informato, analizzato e raccontato.

L’idea dell’ANVGD di far confluire alla cerimonia di consegna del Premio Internazionale del Giorno del Ricordo tante personalità della cultura, della politica e dell’informazione è riuscita a diventare evento in una serata al Centro Congressi Roma-Eventi di via Alibert. A salire sul palcoscenico sono stati diciotto premiati “meritevoli di aver contribuito, nei diversi campi, all’approfondimento storico di una delle barbarie del secolo scorso che assume un significato particolare alla vigilia del Giorno del Ricordo” – come ha scritto nel suo messaggio il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, portando il saluto del presidente Napolitano. E al suo messaggio se ne sono aggiunti numerosi altri di Scalfaro, Cossiga, Schifani, Fini, Chiti, Scajola, Zaia, Matteoli, Meloni, Marrazzo e La Rosa. In sala, a significare l’attenzione del Ministero dei Beni Culturali, Francesca Maria Giro che ha portato il saluto del Ministro Bondi soffermandosi sulla “politica della giusta memoria” nell’impegno di ricordare e di continuare a combattere la battaglia di sempre per il mantenimento della dimensione giuliano-dalmata.
Tre ore di premiazione sono servite a focalizzare alcuni punti fondamentali: l’avvenimento ha reso omaggio a personaggi che nell’ambito della propria professione hanno saputo cogliere momenti salienti della storia delle terre orientali durante e immediatamente dopo la seconda guerra mondiale e porgerle con grande sensibilità all’opinione pubblica. Dallo storico Giuseppe Parlato erede della cultura defeliciana e molto vicino alla realtà del FVG, ai giornalisti e scrittori Gian Antonio Stella e Anna Maria Mori che rispondono con commozione alle domande del conduttore, l’attore Ettore Gatti perfettamente calato nella parte e padrone della scena. Anna Maria Mori ha voluto dedicare il premio ai suoi genitori. Stella ha ricordato il passato attraverso l’amore per Venezia di una località come Perasto, il presente di un confine che ancora divide l’Istria ed il futuro in cui “messo da parte l’odio bisogna ricordare, ricordare, ricordare”. 

Ma poi sono arrivati i premi alle testate: l’Avvenire, ritirato da Lucia Bellaspiga (mia madre – dice – è di Pola); a Est Ovest con Sergio Tazzer che su Radio Uno Rai da quattordici anni affronta questi argomenti; a TG2 Dossier Storie del direttore Mauro Mazza che ha voluto con i servizi entrare nelle vicende attraverso i protagonisti.

Riconoscimenti sono andati ad un giovane, Antonio Varisco, per la sua tesi sui soldati a Zara nei difficili anni della guerra, ad un simbolo dell’atletica, il fiumano Abdon Pamich ed emblema di una realtà sportiva “d’altri tempi i cui valori si sono persi” e al prof. Konrad Eisenbichler, rappresentante dei giuliano-dalmati emigrati in altri continenti. Lussignano trapiantato in Canada ha inteso testimoniare la preoccupazione per il depauperamento di una cultura immersa in un mondo di lingua diversa che lotta per rimanere viva e pulsante.

Due i premi per la fiction televisiva, al regista Alberto Negrin che ha firmato lo sceneggiato “Il cuore nel pozzo” e Leo Gullotta che ha interpretato uno dei ruoli principali. Uno il premio assegnato alle scuole andato all’Istituto “Leonardo da vinci” di Firenze. E poi alle amministrazioni: la Regione Lombardia che ha varato una legge per tutelare la cultura degli esuli, la Regione Veneto impegnata a salvaguardare le testimonianze della Serenissima lungo la costa adriatica e i comuni di Bologna che fatto un grande sforzo per riuscire ad iniziare un processo di recupero e superamento di una memoria negativa: il traumatico passaggio dei profughi da una stazione in sciopero. Premio anche al Comune di Trieste, città che tutti considerano capitale morale dell’esodo ritirato dallo stesso sindaco Roberto Dipiazza convinto che il contributo degli esuli alla crescita della città vada sottolineato e fatto conoscere dopo tanto oblìo ed annuncia la prossima inaugurazione del monumento a Norma Cossetto in uno dei quartieri costruiti per i profughi in zona Baiamonti.

Numerosi le personalità politiche e del mondo della cultura e dell’associanismo (in particolare Aldo Clemente chiamato a raccontare dell’Opera profughi e del contributo offerto da personaggi in vista) chiamate a premiare i vincitori, tra cui l’”amico” Carlo Giovanardi così definito per il suo particolare rapporto con la realtà degli esuli e degli italiani d’Istria Fiume e Dalmazia ai quali anche Lucio Toth nel suo discorso iniziale ha voluto rivolgere un pensiero ed un saluto.

Il tutto per una serata talmente densa di significati che a sedimentarli ci vorrà del tempo, anche perché ogni premiato ed ogni ospite erano meritevoli di lunghe presentazioni e spazio per raccontarsi. Rimane la sensazione di una presenza ricca, di un’attenzione radicata che danno al Giorno del Ricordo un valore alto e al premio ideato e voluto dall’ANVGD con Lucio Toth, Patrizia Hansen e Fabio Rocchi una ragione per continuare a segnalare l’eccellenza.

Rosanna Turcinovich Giuricin su www.arcipelagoadriatico.it

 
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