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25lug12 - Emergenza siccità in Istria. Acqua solo fino al 10 agosto

All’apice della stagione turistica, il presidente della regione istriana Ivan Jakovcic ha introdotto il primo grado di riduzione dell’erogazione causa il perdurare della siccità. In Istria ormai non piove in maniera abbondante da oltre un anno. Pertanto scatta il divieto di innaffiare le aree verdi, i campi di calcio, di lavare le strade, le vie e le automobili e di irrigare le superfici agricole ad eccezione delle serre e degli impianti di idrocoltura. Si vuole ridurre cosi il consumo del 10 per cento. Secondo l’assessore all’agricoltura Milan Antolovic questa riduzione dovrebbe garantire forniture idriche stabili fino al 10 agosto. E dopo quella data se non dovesse piovere si passerà al secondo grado di riduzione, quello finalizzato al risparmio del consumo dal 10 al 30 percento. In questo caso scatterà anche il divieto di usare l’acqua per riempire le piscine, per lo lo sport e il tempo libero. Inoltre si potrà procedere al blocco dell’erogazione idrica fino a sei ore al giorno.

 

E se non dovesse bastare ancora ci sono anche il terzo grado di risparmio con la chiusura delle valvole per oltre sei ore e la misura estrema che prevede il blocco totale dell’erogazione. Quest’ultimo provvedimento, mai attuato finora, scatta in caso di calamità naturale o di acqua non idonea all’alimentazione. Il vice presidente della regione Vedran Grubisic, che di ora in ora sta seguendo l’evolversi della situazione, afferma che negli ultimi giorni il consumo d’acqua sta diminuendo. Probabilmente dice, gli utenti sono consapevoli del delicato momento e aprono di meno il rubinetto. E intanto il livello del bacino di Bottonega che fornisce l’acqua al 90% degli utenti istriani è sceso al minimo storico. Per la precisione a quota 34,09 metri sul livello del mare. Il livello minimo di fruibilità è di 34 metri al quale si arriverà inevitabilmente tra pochi giorni. In questo caso spiega Grubisic, speriamo che l’Azienda idrica di Stato ci conceda un altro mezzo metro di fruibilità.

 

Nel periodo di punta della stagione turistica il consumo dell’acqua in Istria arriva a 1.500 litri al secondo, di cinque volte superiore che negli altri mesi dell’anno. Si calcola che la riduzione di primo grado non avrà effetti negativi sull’industria delle vacanze. I problemi insorgeranno sicuramente qualora si dovesse passare ai provvedimenti più drastici. E causa la siccità, ben 2.000 tonnellate di pomodori coltivati nei campi di Marlera presso Lisignano nel sud dell’Istria, finiranno nel letamaio. Hanno cominciato a marcire a una decina di giorni dalla raccolta, spiegano i cinque coltivatori della zona, che avevano firmato un contratto di cooperazione con l’industria conserviera Podravka. Per l’irrigazione si erano affidati ai pozzi d’acqua sotterranei che però ben presto si sono esauriti.

 

(fonte “Il Piccolo” 24 luglio 2012)

 

 

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