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24set/12.18 - Convegno sullo sport giuliano-dalmato: il comunicato stampa

Il Convegno “Alle origini dello sport giuliano-dalmata”, l’incontro di studio promosso dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia, dalla Società Italiana Storia dello Sport e dell’Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia, tenutosi all’ Auditorium del Coni sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, ha visto la presenza di studiosi ed esponenti del mondo sportivo.

 

I lavori sono stati aperti dal Presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Lucio Toth, che ha ricordato la lunga tradizione sportiva delle genti giuliano-dalmate sin dai tempi dell’impero austro-ungarico come provano le numerose società sportive nate già dal 1880-1890, che divennero anche fulcri di identità nazionale oltre che di promozione sociale e di come lo sport allora non fosse riconducibile solamente al calcio.

 

Sono intervenuti Alberto Zanetti Lorenzetti, Vicepresidente Archivio Storico dell’Atletica Italiana “Bruno Bonomelli”, Ferruccio Calegari, giornalista sportivo e Stella d’Oro del Coni al Merito Sportivo, Silvio Dorigo, docente universitario, Enzo Pennone dell’Associazione Culturale “Wilma Rudolph”, Emilio Felluga, Presidente Comitato C.O.N.I. Friuli Venezia Giulia, Sergio Delton, Fiduciario del C.O.N.I. per la Croazia e Roberto Roberti, Segretario Nazionale A.N.A.O.A.I. coordinati dalla studiosa Angela Teja, Presidente della Società Italiana di Storia dello Sport.

 

E’ da sottolineare, come ha evidenziato Zanetti Lorenzetti, quale tratto peculiare nello sport giuliano-dalmata il fatto di essere sorta in società di chiara matrice italiana in un contesto politico ancora esterno all’allora Regno d’Italia.

 

Da tutti gli interventi è emerso come, a dispetto della relativa esiguità della popolazione di riferimento, il contributo dell’atletica istriana, fiumana e dalmata fu comunque decisamente importante in termini numerici e qualitativi, soprattutto per già una significativa presenza femminile, come detto da Silvio Dorigo.

 

Al valore testimoniale dello sport giuliano e dalmato si è richiamato Emilio Felluga a fronte dei molti tentativi di ridimensionare se non di annullare la memoria delle vicende dei territori orientali.

 

Fortunatamente alcuni grandi atleti tra i quali Benvenuti, Pamich, Steffè, Tarlao, Andretti, Gabre Gabric ed Ottavio Missoni hanno raggiunto pregevoli traguardi nelle più prestigiose competizioni internazionali tenendo alto e vivo l’orgoglio e la passione per lo sport inteso anche come rispetto dell’avversario e delle regole.

 

Molto è ancora da fare e si sta cercando di promuovere per trasmettere alle nuove generazioni , questo patrimonio storico, come detto da Sergio Delton.

 

Il Coni in questo segue e promuove in seno all’Unione degli Italiani, ente rappresentativo e di tutela delle comunità di connazionali rimasti nei territori ceduti, una forte attività sportiva attraverso l’organizzazione aggiornamento, formazione, campionati ed incontri per la formazione e l’aggiornamento.

 

La chiave di lettura dell’intero convegno è forse quella esplicata da Angela Teja a conclusione dell’incontro, secondo la quale “si può fare storia anche scrivendo la storia dello sport”. Una considerazione tanto più vera per quel che riguarda le vicende della Venezia Giulia e Dalmazia tra Otto e Novecento.

 

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Tutte le foto del convegno sono su Facebook alla pagina http://www.facebook.com/media/set/?set=a.252484351460180.59433.100000958501061&l=10177a7056&type=1

 
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