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18apr/11.15 - Triangolare: intervista a Pizzaballa, Mister del Dalmazia

di Raffaello Brunasso su “Nerazzurro”, periodico della tifoseria dell’Atalanta di Bergamo, edizione del 16 aprile 2011


Riaccendere per un giorno riflettori su quelli che furono gli eroi sportivi di un’Italia che non c’è più, è uno stimolo a ricordarne le gesta e un omaggio nei confronti di una comunità che oggi non ha più le sue città, le sue vie, i suoi campi di calcio ma, completamente integrata in tutte le regioni italiane ed in molti Paesi esteri, conserva con amore la sua identità”. Così l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, erede della storia e della cultura di quelle terre e di quelle genti italiche che per diversi secoli, come l’arena di Pola ben simboleggia a futura memoria, svilupparono commerci, avviarono nuove attività industriali e artigianali, creando nuove ricchezze e, conseguentemente, nuove possibilità di crescita sociale, intellettuale e artistica. Uno sviluppo ed un progresso, ancora ben visibili ad un turista non distratto che si rechi in città come Capodistria, Pirano, Rovigno, Fiume, Zara e Ragusa. Le sofferenze, le umiliazioni, le atroci ed indicibili sofferenze patite dalle popolazioni giuliano-dalmate sono state per anni nascoste, quasi rimosse dalla coscienza nazionale, sia per calcolo politico che per equilibri internazionali dettati da potenze militari ciniche e vendicative.


Come tutti sanno, ogni 10 febbraio si celebra la giornata del ricordo in memoria delle diverse migliaia di vittime infoibate (le stime non sono mai state effettuate in modo ufficiale, ma oggi si ritiene che gli italiani assassinati in questo modo barbaro dai banditi di Tito, fossero circa quindicimila, oggi si direbbe di pulizia etnica e forse un Tribunale internazionale farebbe anche il suo dovere…) e di quanti, dopo l’annessione di Istria e Dalmazia alla Jugoslavia, ritennero comunque di scegliere la via dell’esodo (circa trecentomila), la fuga in Italia e poi, successivamente, anche nell’altro capo del mondo, pur di affrancarsi dal feroce tallone slavo. In questa fetta di storia Patria dimenticata, sono rimasti inghiottiti anche avvenimenti minori, come la scomparsa di gloriose società sportive come il Football Club Grion Pola, la Fiumana e l’Associazione Calcio Dalmazia.


Proprio per ricordare questi Club e ciò che hanno significato per gli italiani, l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia organizza per il 21 settembre prossimo allo Stadio dei Marmi di Roma, un “Triangolare del ricordo”. Di questa iniziativa nel parliamo con Pierluigi Pizzaballa, indimenticato portierone nerazzurro degli anni Sessanta e mister designato della rappresentativa della Dalmazia. Gli altri due allenatori sono: Lucio Mujesan per il Grion Pola (istriano di Pirano e giocatore di Roma, Bologna e Verona negli anni ’60-’70) e Sergio Vatta per la Fiumana (ha avuto una lunga carriera come allenatore di squadre giovanili prima al Torino e poi nello staff tecnico federale delle squadre under 16 e 17 azzurre).


Pizzaballa su una panchina è quasi una novità assoluta se escludiamo le giovanili. Come nasce questa sua partecipazione al Triangolare del ricordo?


Mah, a dir la verità me lo sono chiesto anch’io – spiega il portierone orobico – sono stato contattato dagli organizzatori, ho dato la mia disponibilità ed eccomi seduto sulla panchina della Dalmazia. Non ci sono delle ragioni particolari, ma sono senz’altro ben felice e onorato di poter partecipare a questo importante appuntamento non solo sportivo, ma che affonda le radici nella memoria, nella storia e nella cultura di un popolo”.


La rosa dei giocatori della Dalmazia è composta da 18 giocatori, molti gli Zaratini…


“Sì, ho dovuto scegliere all’interno di un numero assai maggiore. Mi sono state inviate diverse schede, diciamo tecniche, di ogni singolo “giocatore” e sulle quali poi fare una scelta. C’era soltanto l’obbligo di formare una rosa omogenea composta da due portieri, sei difensori, cinque centrocampisti e cinque attaccanti”.


Sulla distinta…, ehm…, leggiamo di giocatori provenienti un po’ da tutti gli angoli dei continenti: Sud Africa, Argentina, Stati Uniti… Siete andati a pescare i talenti nelle Pampas…


“Sì, la scelta è stata piuttosto complessa. Tutti gli atleti, ovviamente, diretti discendenti di parenti che per nascita o residenza hanno vissuto nelle terre della Venezia Giulia e della Dalmazia. C’è stato dietro un grande lavoro da parte dell’Associazione. Praticamente tutte le sedi dei cinque continenti si sono messe in moto per recuperare il maggior numero di atleti e formare così una rosa il più possibile ampia. Il mio compito è stato proprio quello di selezionare la rosa dei 18 visionando le singole schede tecniche di ognuno…”


Beh, come allenatore cosa ha previsto, che ne so, un ritiro, allenamenti particolari, un modulo…


“Eh-eh, cosa volete, noi ci troveremo praticamente solo il giorno prima dell’inizio del torneo, sarà già importante e bello conoscerci tutti, scambiarci le proprie esperienze sportive e di vita. Poi, certo, alla fine dovrò scegliere l’undici da mandare in campo, anche se, considerata l’organizzazione del triangolare (tre incontri da 45 minuti ciascuno), non mi sento di escludere che, giustamente, alla fine tutti e diciotto scenderanno in campo”.


Una previsione sulla vittoria finale?


“Come sempre, vinca il migliore o, meglio, vincano i migliori. Ovvero, tutti quei partecipanti che con sacrificio e spirito di identità hanno voluto dimostrare il grande amore per la loro Terra e l’Italia”.


Grazie mister e, sia pur condividendo le sue ultime parole, mi consenta di tifare per la Fiumana. Già, perché in un lontano novembre 1946 una famiglia di emigranti carnici decise di lasciare via Valscurigne, abbandonando quasi tutti i propri beni al civico 32, giusto salendo la strada, poco prima del quartiere Centocelle e del manicomio. Forza Fiume!


Il comitato d’onore, i patrocini... Tanto per cominciare, diciamo subito che mercoledì 21 settembre, al mattino, tutti i partecipanti all’iniziativa (giocatori, mister, accompagnatori, ecc.) saranno ricevuti in udienza privata in Vaticano da papa Benedetto XVI. Poi, a seguire, puntatina in Campidoglio, dove il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, esprimerà il saluto e la vicinanza della Città Eterna agli eredi del popolo Giuliano-Dalmata.


Hanno dato la loro adesione alla manifestazione, vero e proprio parterre de roi, il Governo italiano, il Presidente del Lazio (Polverini), del Veneto (Zaia), della Lombardia (Formigoni), del Friuli Venezia-Giulia (Tondo), della Liguria (Burlando). Per la parte più propriamente sportiva, risultano, tra gli altri: il bergamasco Gianfranco Baraldi, Presidente dell’Associazione Nazionale Atleti Olimpici, Riccardo Garrone, Presidente U.C. Sampdoria, Abdom Pamich, fiumano e grande podista (oro olimpico a Tokyo nel 1964), Nino Benvenuti, istriano e campione olimpico e mondiale. A concludere, un tocco di classe, lo stilista dalmata Ottavio Missoni.

 

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Pierluigi Pizzaballa, portiere della Roma e dell'Atalanta negli anni '60, allenerà la formazione del Dalmazia (foto Nerazzurro)

 
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