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Teggiano (SA): il Questore ricorda gli infoibati (valloweb.com 18 mar)

Nel pomeriggio di venerdì scorso si è avuto il “Convegno sul tema il Silenzio delle Radici”, dove si è ricordato Giuseppe Morello, un giovane di Teggiano, un poliziotto che è stato infoibato. Questo evento dedicato alla memoria promosso dall’Associazione Culturale Teggiano Antica ha come obiettivo di non far dimenticare colori i quali “molto lontano dormono” per aver difesa, protetto ed insegnato i valori della Patria, quelle persone che non hanno fatto più ritorno alle loro case.

Esimi i relatori che vi hanno preso parte al consegno: il Questore di Salerno Dottor Vincenzo Roca, Sua Eccellenza Monsignor angelo Spinillo Vescovo della Diocesi di Teggiano – Policastro, il giornalista dell’Avvenire angelo Picariello, il Sindaco di Teggiano Michele di Candia, il nipote di Giuseppe Morello il Dottor Giuseppe Morello, il rappresentante del Comitato 10 febbraio Domenico Finamore, l’Onorevole Donato Picca, il Presidente Cepis (Centro europeo per la Pace nel mondo, per lo Sviluppo e per l’Infanzia) la Professoressa Miriana Tramontina Ivone (Delegata ANVGD per Salerno), il Presidente dell’Associazione Culturale Teggiano Antica Anna Maria Savino, la scrittrice giuliana Maria Gabriella Macini Fazio e Liana Innamorato. In questo incontro si è ricordata la pagina storica riferente alle Foibe e all’Esodo istriano, fiumano e dalmata, e il ricordo dell’unica persona di Teggiano vittima di questa triste realtà storica: Giuseppe Morello.

Molti gli ospiti presenti in Sala presso il Salone Vescovile di Teggiano tra cui l’Assessore alla Provincia di Salerno Avvocato angelo Paladino, il Capitano dei Carabinieri Domenico Mastrogiacomo, il Luogotenente dei Carabinieri Cono Cimino ed il Presidente del Comitato 10 febbraio Riccardo D’Arco.

Alla fine dell’incontro vi è stata la premiazione del concorso letterario “Monto lontano dormono”, dove sono stati premiati gli studenti Federica Masulo e Angelo Masulo.

Durante in suo intervento il Questore di Salerno Dottor Vincenzo Roca ha ricordato Giuseppe Morello e i poliziotti che hanno vissuto l’efferatezza delle Foibe e dell’Esodo istriano, dalmata e fiumano: “ Un poliziotto allora era figlio della terra. Figli di contadini e quasi sempre provenienti dal Sud. Erano persone generose. Giuseppe Morello si trovava in uno di quei luoghi peggiori, Trieste, in quel determinato periodo storico. Lui come altri poliziotti sono rimasti a Trieste , come anche Palatucci a Fiume. Sono rimasti lì per compiere il loro dovere, per questo sono eroi. Sono eroi silenziosi.”

Patricia Luongo

 
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