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17 ott - Intervista: Barbara Costanova e la ''mia'' città dolente

In occasione della presentazione a Roma della copia restaurata de “La città dolente”, la protagonista del film Barbara Costanova ci ha rilasciato una breve intervista di cui riportiamo alcuni passaggi.

D – Come approdò al film di Bonnard?

R - Sono modenese e fui eletta Miss Modena. Grazio a questo “biglietto da visita” fui chiamata a Roma per un provino, alla presenza del regista Bonnard, di De Laurentiis e Ponti. Dissero che ero la ragazza giusta per il film che volevano fare su Pola perché, bionda con gli occhi azzurri, avevo i tratti tipici della ragazza istriana.

D – Come fu l’esperienza cinematografica?

R – Non potemmo andare a girare il film a Pola: Tito e la Jugoslavia non permettevano certo questo. Girammo quindi tra Cinecittà e Civitavecchia cercando di ricostruire le ambientazioni istriane.

D – Il film fu girato nel 1948, a ridosso degli avvenimenti che racconta. C’era il modo, a quel tempo, di rendersi conto di ciò che stava realmente accadendo in Istria?

R - Al momento delle riprese avevo solo una vaga idea di ciò che fosse successo. Solo dopo, negli anni, mi sono avvicinata all’associazionismo degli esuli e pian piano ho capito realmente l’entità di quei fatti. Allora non se ne parlava.

D – Che eco ebbe il film allora?

R – La Prima si tenne a Modena. Oltre al regista, agli sceneggiatori e allo staff, parteciparono anche Vittorio Gasmann e Silvana Mangano. La mia città mi si strinse intorno in un grande abbraccio, di cui conservo ancora gelosamente le foto. E tutto questo nonostante fosse una città “rossa” e il film poteva quindi apparire scomodo.

D – Vi furono critiche alla pellicola?

R - Le critiche furono tutte positive e ne è la riprova la grande presentazione alla Prima. Il problema fu che il film non fu fatto girare perche di quella storia non se ne sapeva nulla. Solo da pochi anni se ne comincia a parlare.

D – Dopo il film non continuò la carriera cinematografica. Come mai?

R – Poco dopo il film mi sposai. Avevo 20 anni ed ero innamorata. Feci una scelta d’amore e mi dedicai a mio marito (ufficiale fino al grado di generale di Corpo d’Armata) e ai miei tre figli. Oggi al pubblico può sembrare una scelta inopportuna, ma allora tra il cinema e l’amore, scelsi l’amore e non ho mai rinnegato questa scelta.

D – Ha avuto occasione di visitare quella Pola che l’aveva vista protagonista nella finzione cinematografica?

R - Mio marito è stato per un periodo comandante della Regione militare Nord-Est e ho potuto così andare a Pola e passeggiare per le strade dove il film era stato ambientato. E’ stata per me una grandissima emozione calarmi nella realtà di una città che avevo “vissuto” senza mai andarci.

D – Che sensazioni prova stasera nel rivedere quelle immagini.

R – Stasera è come tornare ai miei 20 anni. Mi sento piena di ricordi bellissimi e sono felice che tanta gente sia qui per dare il giusto tributo a questo lavoro che rimarrà sempre nel mio cuore.

 
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