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Ansa - 070108 - Zerp croata, Italia penalizzata

(ANSA) - ROMA, 7 gen - E' uno stallo che penalizza fortemente le marinerie italiane: almeno un terzo del giro d'affari della pesca in Adriatico, secondo le stime dell'Agci Agrital, proviene dalla zona di protezione ittica e ambientale (Zerp) decisa dalla Croazia ed entrata in vigore dopo varie moratorie il 1 gennaio 2008. Si tratta di un'area di 23.870 chilometri quadrati vietata alle imbarcazione dei paesi Ue, che si estende tra il confine delle acque territoriali croate e la linea di equidistanza tra le coste croate e italiane, creata nel 2003 per proteggere le riserve di una zona molto pescosa in particolare, come sottolinea la Federcoopesca-Confcooperative, di crostacei, sogliole e trigle, specie molto richieste dal mercato. Ora tutte le speranze sono concentrate nel Consiglio dei ministri a Bruxelles del 21 gennaio, in cui verra' affrontata la situazione che, se sta a cuore a Italia e Slovenia da una parte, lo e' anche alla Croazia che punta ad entrare nell'Ue entro il 2010. Si trattera' pero' di 'un dare avere': le conseguenze dei negoziati di adesione dipenderebbero all'effettiva applicazione delle norme della Zerp. Ma la situazione e' di stallo, perche' in Croazia non e' stato ancora formato il nuovo Governo cui spetta ogni tipo di decisione.
Intanto in Italia se interrogazioni parlamentari incalzano il Governo per un immediato intervento, il Ministero delle politiche agricole chiama a raccolta le organizzazioni di categoria, raccomandando 'cautela nell'esercizio di pesca nella zona interessata' (il 3 gennaio un motopeschereccio italiano era stato fermato dalle autorita' croate perche' pescava nelle acque territoriali). ''Perdere un tratto di mare cosi' pescoso e' un danno che si aggiunge all'emergenza gasolio'' - afferma il presidente di Federcoopesca Massimo Coccia che raccomanda alle sue imbarcazioni massima cautela e rispetto delle norme. Secondo l'associazione il problema andava affrontato piu' sul piano politico che su quello tecnico, puntando su iniziative di cooperazione. ''I tempi dell'entrata in vigore della Zerp e il periodo post elettorale in Croazia - afferma il presidente dell'Agci, Giampaolo Buonfiglio - non hanno aiutato a risolvere un problema assai penalizzante che auspichiamo sia sulla strada della soluzione''. E mentre il direttore generale di Federpesca, Luigi Giannini, registra il disagio per la mancanza di direttive precise in una categoria preoccupata per le ricadute economiche e occupazionali causate dal dimezzamento delle opportunita' di pesca, il presidente di Legapesca, Ettore Iani' fa sapere di essersi attivato con i ministeri competenti in modo da contribuire a risolvere una situazione gravissima, auspicando che l'Ue avvii presto regole comuni per una gestione nazionale delle risorse. (ANSA).

 

 
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