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Università Firenze: vietato commemorare le Foibe

L’Università di Firenze ha negato la disponibilità degli spazi del Polo delle Scienze Sociali di Novoli per l’incontro previsto venerdì 3 febbraio per commemorare in Ateneo il Giorno del Ricordo, incontro organizzato dalla rappresentanza di «Studenti per le Libertà»: motivazione, «non generare possibili tensioni all’interno dell’Università». La ragione addotta fa riferimento ad una analoga manifestazione cittadina indetta il giorno successivo, ma organizzatori e siti di informazione fanno riferimento alle pressioni dei Collettivi di estrema sinistra presenti nell’Università e ad una subordinazione della dirigenza universitaria a quelle pressioni.

 

La mancata concessione di un’aula per l’iniziativa ha in ogni caso il netto sapore di una censura ingiustificabile e di una debolezza istituzionale intollerabile. Una dura presa di posizione viene dall’Anvgd, firmata dal Presidente nazionale Lucio Toth, che pubblichiamo di seguito.

 

Per lunghi decenni gli istriani, i fiumani e i dalmati hanno pagato le conseguenze della censura storica ed accademica sulla loro carne e sulle loro sostanze. Italiani non per caso, ma per scelta di ogni giorno, l’Italia ha sempre trovato qualche comodo modo per dimenticarci.

 

Anche nella gloriosa università fiorentina – dove si sono formati patrioti e martiri giuliani e dalmati, dal Risorgimento alla Grande Guerra, alla Resistenza – si ha paura di consentire a un gruppo di giovani di un partito rappresentato in Parlamento di commemorare nelle loro aule universitarie il Giorno del Ricordo delle Foibe e dell’Esodo Giuliano-Dalmata, istituito con legge dello Stato, alla quale tutte le autorità istituzionali sono obbligate ad ottemperare, sull’altissimo esempio dei nostri Presidenti della Repubblica.

 

Prevale così, nell’Ateneo di Firenze, il riflesso di una codardia che lascia prevalere la sopraffazione fisica e mentale a discapito della libera espressione e della doverosa memoria.

 

Non sapendo garantire l’ordine e la legalità all’interno degli edifici universitari, si cede dunque a una minoranza di provocatori eversivi che sono un cattivo esempio di illegalità e di disprezzo delle istituzioni. È così che si educa all’unità della Nazione, alla tolleranza, alla democrazia, alla libertà di pensiero e di espressione? Vietandola proprio nelle università, là dove, dal Medio Evo ad oggi, è fiorito l’anelito del popolo italiano alla libertà e all’indipendenza di giudizio?

 

Roma, 26 gennaio 2012

 

On. Lucio Toth

Presidente dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia

 

 

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