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Il commento della nuova presidenza

Considero la mia rielezione un mandato di transizione che prepari una nuova dirigenza dell’Anvgd”, - è quanto afferma l’On. Lucio Toth, all’indomani della sua elezione a Presidente dell’Anvgd al XIX Congresso dell’associazione svoltosi a Varese.

E’ la naturale conseguenza dell’andamento del dibattito – continua Toth – che ha rilevato la necessità di portare avanti, nella continuità, le istanze degli Esuli ma in una situazione politica profondamente mutata rispetto al passato e in una realtà europea di cui non bisogna lasciarsi sfuggire le opportunità per dare concretezza ai diritti degli esuli  e sviluppare una presenza italiana moderna nelle terre d’origine”.

La vicepresidenza è stata data a tre personaggi della generazione di mezzo ed è “un segnale positivo – afferma Toth – espressione della compattezza della maggioranza che ha puntato su Rodolfo Ziberna (di famiglia di Pola – vive a Gorizia), Renzo Codarin (di famiglia di Capodistria – vive a Trieste) e Marino Segnan (di famiglia di Fiume – vive a Bologna)”.

Ma non soltanto: “Sono stati eletti – dichiara il Presidente Toth – 31 consiglieri espressi dai vari Comitati e Delegazioni di tutta Italia. Durante le sedute dedicate al dibattito congressuale si è verificato uno scontro molto duro tra una posizione maggioritaria, convinta che la strada intrapresa dall’Associazione e dalla Federesuli vada perseguita con costanza se si vogliono ottenere risultati più concreti nei rapporti con il Governo e il Parlamento, e una minoranza, in rappresentanza dei Comitati di Torino, Alessandria, Sassari, Brescia e Como che accusa la dirigenza di non sapersi imporre con il Governo e considera pertanto il Tavolo istituito dalla FederEsuli presso la Presidenza del Consiglio un’inutile perdita di tempo”.

Alle contrapposizioni, Codarin risponde spiegando i vari passaggi dell’impegno di FederEsuli che riflettono le attuali condizioni politico-finanziarie di un Governo che si appella ad un realismo che possa garantire la realizzazione di alcuni diritti degli Esuli. “Se chiediamo 5 miliardi per gli indennizzi, il minimo che ci possiamo attendere è che il Governo ci risponda picche” – afferma. “Concentriamoci per tanto su progetti possibili per non dover affrontare altre frustrazioni. Possiamo anche rifiutarci di accettare i soldi che la Slovenia ha già depositato, dal Ministero ci hanno fatto sapere che l’Italia comunque li impiegherà per altri scopi. Possiamo fare in modo che diventino una base di partenza con la quale chiedere un ulteriore sforzo finanziario del Governo per soddisfare le esigenze di quelle famiglie che ancora attendono un segnale”.

Rodolfo Ziberna si appella, tra l’altro, all’unità all’interno di un’Associazione che dovrà prendere decisioni concrete su alcuni aspetti della sua attività, a partire dai contatti tra le varie componenti oggi rappresentate in gran parte dai figli e nipoti degli esuli che per conoscersi e rinsaldare quel collante culturale che li tiene legati all’associazionismo giuliano-dalmata devono incontrarsi e scambiare opinioni e pareri in serena libertà.

Opinione pienamente condivisa da Marino Segnan che al Congresso ha portato quattordici punti, un vero e proprio programma di impegni che dovrebbero instaurare una rete di collaborazioni tra i Comitati e produrre nuove direttrici di sviluppo moderno dell’attività degli stessi.

Rosanna Turcinovich Giuricin su www.arcipelagoadriatico.it

 
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