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Cronache del Giorno del Ricordo a Vicenza e provincia

Commemorare il Giorno del Ricordo diventa ogni anno sempre più impegnativo, per questo il Comitato di Vicenza si prepara per tempo a programmare le giornate dedicate alla rievocazione di sentimenti, di fatti e di emozioni profonde, da trasmettere ai figli e ai nipoti, ai cittadini e ai giovani delle scuole circa i problemi del nostro confine orientale.

In collaborazione con il Comune di Torri di Quartesolo, il 5 febbraio, è stata inaugurata nella Sala consiliare, la mostra “Architettura Adriatica tra le due sponde”del prof. Luigi Tomaz, chersino. Così, alla presenza di tutta la giunta comunale, del Presidente e del direttivo dell’ANVGD e di un folto pubblico, abbiamo assistito alla commemorazione, nel corso della quale ha preso la parola il Sindaco Diego Marchioro, l’Assessore Stefania Frizzo, il Presidente della Pro Loco (che ha contribuito all’allestimento della mostra) e infine il Presidente del Comitato Coriolano Fagarazzi che ha voluto ricordare che, nell’occasione del 150° dell’Unità d’Italia, i giuliano-dalmati non solo hanno contributo alla storia della nazione fin dai primi moti risorgimentali, ma anche nell’ambito del più vasto sapere con i suoi giuristi, filosofi, letterati e architetti, proprio per questo la mostra ha lo scopo di far conoscere il forte connubio nello scorrere dei secoli, della cultura e dell’architettura tra le due sponde dell’Adriatico. Ha partecipato alla commemorazione L’Università adulti/anziani, alcuni membri dei quali hanno intrattenuto il pubblico con poesie e scritti della nostra terra. Al termine il prof. Tomaz ci ha fatto assistere a una lezione di arte, cultura e storia straordinaria, concisa e corretta. Apprezzatissima la mostra è visitata nell’arco di 15 giorni.

La serata del 9 febbraio l’Amministrazione Comunale di Creazzo ha offerto alla cittadinanza una serata a tema, introdotta dall’Assessore all’Istruzione e Cultura Mirella Olivieri, che ha ricordato il dovere, non solo per legge, ma anche per un impegno morale che i cittadini italiani debbano riflettere sul significato del Giorno del Ricordo. Il Presidente Provinciale ANVGD Coriolano Fagarazzi, ha spiegato ai presenti la storia delle violenze delle foibe e la scelta dolorosa dell’esilio dei giuliano-dalmati che pur di rimanere italiani, di mantenere la propria dignità e libertà, hanno abbandonando tutti i loro beni nella terra dei loro avi. Il pubblico ha poi seguito con attenzione la lettura di alcuni brani tratti dal testo “la Stagione delle ciliegie” dell’autore, esule istriano, Tullio Tulliach.

La ricorrenza del 10 febbraio è iniziata di buon mattino, dalle ore sei alle otto, Anna Maria e Coriolano Fagarazzi sono stati ospiti negli studi televisivi di Canale Italia nel programma in diretta “Notizie oggi” condotto da Gian Luca Versace, nell’ambito del quale si è dibattuto il tema Esodo e Foibe con interventi telefonici dei telespettatori. Ci siamo poi tutti ritrovati alle 11.00 a Vicenza per deporre nella Via Martiri delle Foibe una corona d’alloro alla presenza del Presidente Coriolano Fagarazzi, delle autorità, dei cittadini. Il Consigliere Comunale e Presidente della Commissione Cultura Avv. Pio Serafin, nel suo intervento ha ricordato ai presenti i due importanti appuntamenti incombenti, quello serale nella sede municipale e quello del sabato successivo con la solenne inaugurazione del monumento ai Martiri delle Foibe e all’Esodo nell’area monumentale del cimitero maggiore cittadino. L’appuntamento serale nella sede municipale di Palazzo Trissino, la prestigiosa Sala Stucchi ha ospitato la commemorazione ufficiale, alla presenza del Prefetto e di tutte le massime autorità civili e militari oltre che ai cittadini ed esuli. Il Consigliere Comunale Pio Serafin ha aperto gli interventi, tracciando il percorso che in piena comunità d’intento con il Presidente del nostro Comitato, si è concluso nella realizzazione del monumento con molte connotazioni simboliche: un monolite in Pietra d’Istria, l’altorilievo bronzeo del Cristo porta croce con il Cireneo (donato dallo scultore Nereo Quagliato), la dicitura in caratteri bronzei “10 FEBBRAIO – GIORNO DEL RICORDO – IN MEMORIA DELLE VITTIME DELLE FOIBE E DELL’ESODO ISTRIANO, FIUMANO E DALMATA”, più sotto il profilo inciso nella pietra della costa giuliano-dalmata. Prospiciente al manufatto e separato da un solco che ricorda le Foibe, un leggio anch’esso in Pietra d’Istria sul quale è appoggiato un libro aperto con incisa la preghiera dell’invocazione alle vittime delle Foibe che mons. A. Santin, vescovo di Trieste e Capodistria, ha pronunciato nel 1959. Dopo l’intervento del Sindaco Achille Variati, il Presidente C. Fagarazzi nel suo intervento ha, fra l’altro, rimarcato il tentativo in alcuni ambienti ideologici di riproporre la tesi dell’equazione fascismo-foibe-esodo confutate dalla ricerca rigorosa e scientifica da storici di diverso orientamento. La nostra Associazione, nel perseguire la verità storica in un corretto inquadramento delle vicende del confine orientale, contribuisce ai Seminari che dall’anno scorso si svolgono presso il MIUR a Roma.
Il Presidente ha voluto ricordare che, nella ricorrenza del 150° dell’Unità d’Italia, i giuliano-dalmati hanno non solo contribuito alle vicende storiche risorgimentali, ma anche alla formazione culturale della Nazione ed è per questo motivo che si è voluto imperniare la serata con la lettura di alcuni brani tratti dal libro “Bora” di A. M. Mori e N. Milani e con l’esecuzione del concerto per archi dell’istriano G. Tartini. Nella sala sovraffollata abbiamo assistito all’efficace lettura-interpretazione delle signore Mirella Olivieri e Nicoletta Benin, che a due voci alterne hanno dato vita a un dialogo fatto di domande e risposte, di dolore e incomprensioni, figlie della stessa terra, una esule l’altra rimasta. Ha concluso la serata l’esecuzione dei due giovani artisti Laura Vignato al violino e Davide Pilastro al violoncello, entrambi diplomati al Conservatorio A. Padrollo di Vicenza, delle “Dodici sonate per violino e basso continuo” e la sonata per violino e basso “Trillo del diavolo”, esprimendo magistralmente un’interpretazione di rara e amorosa sensibilità, deliziando gli ospiti che hanno lungamente e calorosamente applaudito sia le due lettrici sia i giovani artisti.

La sera successiva del venerdì, ci attendeva un altro importante appuntamento: a Montecchio Maggiore si è inaugurato il monumento dedicato ai Martiri delle Foibe nella via omonima. Da quattro blocchi di pietra grezza emerge un braccio di bronzo che con la mano cerca l’aria e dà l’addio alla vita, una piastra di bronzo reca inciso il profilo della costa della nostra terra abbandonata. Presenti cittadini, le rappresentanze delle locali associazioni combattentistiche e d’arma, la Giunta e l’Assessore regionale Roberto Ciambetti. Dopo l’intervento dell’Assessore regionale e quello del Presidente del Comitato Provinciale, il sindaco Milena Cecchetto ha anticipato che all’indomani avrebbe inviato una lettera ufficiale al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con la richiesta di ritirare la massima onorificenza di Cavaliere della Repubblica a Tito, insignita dall'allora presidente Giuseppe Saragat.  Al termine della cerimonia, nella Sala Civica “Corte delle Filande” gremita, si è tenuta la conferenza “Testimonianza di un esule” a cura di A. M. e C. Fagarazzi.

Sabato alle 10,30, nell’area monumentale del cimitero maggiore di Vicenza, si è svolta la cerimonia dell’inaugurazione del monumento presentato a Palazzo Trissino. Come riportato dalla cronaca dei quotidiani locali, ha partecipato con grande commozione una folla di cittadini vicentini e di esuli, loro discendenti e le maggiori autorità amministrative, civili, militari, rappresentanti scuole della città, delle associazioni combattentistiche e d’arma accompagnate da una folta selva di labari. “Sentiamo che la nostra presenza qui costituisce l’adempimento di un dovere che Vicenza sente come proprio per un riconoscimento troppo a lungo mancato alla tragedia delle foibe, dell’esodo degli italiani dall’Istria, da Fiume, e dalla Dalmazia…”, ha detto a conclusione del suo discorso il Consigliere Comunale Pio Serafin rivolgendosi agli studenti presenti, intervenuto dopo l’Assessore Tosetto il quale ha detto fra l’altro “Si tratta di un’opera ricca di significati per la nostra Amministrazione e per la nostra città perché in questo modo abbiamo finalmente dato a quegli orrori e a quelle tragedie un luogo e un simbolo che li ricordi per sempre”. Il Presidente C. Fagarazzi nel suo intervento, con momenti di grande commozione, talvolta con voce rotta dall’emozione, ha ricordato la fatica e le apprensioni a che il monumento ci rappresentasse interamente e diventasse patrimonio comune della città di Vicenza poiché sono accomunati nella stessa memoria i vicentini e gli italiani scomparsi nelle profondità carsiche. Alla giovane professoressa Sandra Ziviani, insegnante nel prestigioso Liceo Brocchi di Bassano del Grappa, è spettato il compito dell’orazione ufficiale che commossa, ma forte e decisa, ha denunciato quanto nella scuola ha sperimentato come insegnante: “per ignoranza, ma più spesso per pregiudizio ideologico, l’argomento “foibe, esodo, confine orientale” non viene affrontato dai docenti di Storia e Filosofia … omissis… Capita anche di dover assistere ad un uso strumentale della memoria, in cui ai fatti viene anteposta l’interpretazione dei fatti, secondo criteri che nulla hanno a che fare con l’accertamento della verità e a cui nulla importa del carico di dolore e di emarginazione che una parte cospicua del popolo italiano ha dovuto subire, sebbene innocente… omissis … Non dimenticare mai significa estirpare i semi dell’odio. Al contrario, fare finta che niente sia successo, o deformare la realtà dei fatti, significa lasciare quei semi sotto terra in attesa che germoglino i loro frutti nefasti.”.
E’ seguito lo scoprimento del monumento, madrina Anna Maria Fagarazzi, la corona d’alloro è stata portata da Bruno Rocco esule e figlio di un infoibato e da Giada Lora giovanissima nipote di un esule. Il monumento è stato benedetto da don Giancarlo Pianezzola, figlio di un’esule parentina. Tutta la cerimonia è stata accompagnata dai brani  musicali eseguiti della banda del Conservatorio A. Pedrollo di Vicenza, a conclusione della quale è stato eseguito “Và pensiero”.    

Sabato 19 febbraio si è tenuta a Creazzo (Vicenza) la cerimonia a conclusione della celebrazione preceduta dalla serata del 9, alla presenza delle autorità civili e delle rappresentanze delle associazioni combattentistiche e d’arma. Al labaro dell’ANVGD è stato assegnato il posto d’onore accanto a quello comunale, sostenuto dal vice presidente Renzo Raffaelli. Davanti alla targa che ricorda i Martiri delle Foibe nella via omonima, il Presidente Provinciale Coriolano Fagarazzi ha tenuto il discorso d’apertura, ricordando fra l’altro che la legge del Giorno del Ricordo ha permesso di togliere quel velo di silenzio che per oltre 60 anni l’Italia aveva steso sulle vicende delle Foibe e dell’Esodo; gli istriani, fiumani e dalmati hanno preferito diventare esuli in patria per non perdere la propria dignità d’italiani e forse insegnando ai fratelli italiani che un popolo intero può anche sacrificare tutto pur di mantenere la propria fede nella Patria. Dopo di questo il Sindaco Stefano Giacomin ha ricordato la tragedia delle foibe e il conseguente esodo che ha procurato la sofferenza degli esuli che perdura ancora oggi.  La presenza degli alunni di quattro classi delle scuole medie ha dato ancora più spessore ed emozioni alla cerimonia perché sono intervenuti con la lettura dei pensieri più significativi scaturiti dalle ricerche e dalle riflessioni fatte in classe con i loro insegnanti. Dopo la deposizione della corona d’alloro, l’assessore Mirella Olivieri, ha chiesto ai ragazzi l’esecuzione di “Va’ pensiero” ricordando loro quando la città di Pola nel 15 agosto 1946 si riunì nell’Arena e cantò il brano musicale per dare l’addio alla città, così come gli ebrei nell’opera del Nabucodonosor lo intonarono con animo struggente. Ha concluso la cerimonia il lancio nel cielo di tanti palloncini azzurri con messaggi di pace.

Ad oggi sono quaranta gli interventi degli “incontri” presso Scuole Medie, Istituti Superiori, Licei, comprese le  conferenze previste nei paesi e città della provincia vicentina, con la collaborazione delle amministrazioni comunali. Altre date sono in via di definizione, l’attività di divulgazione della nostra storia iniziata a fine gennaio, vedrà Anna Maria e Coriolano Fagarazzi impegnati fino al mese di aprile.  

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