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Valorizzare il Magazzino 18 nel rinnovato Porto Vecchio di Trieste

 

La scelta di Ernst & Young come advisor che affiancherà Comune di Trieste ed Autorità Portuale del capoluogo giuliano nel recupero e riqualificazione dell’area del Porto Vecchio pone fine ad uno stallo e ad un degrado che penalizzavano una delle aree più significative della città.

Le fortune emporiali di Trieste e lo sviluppo del suo scalo, ormai proiettato nel comprensorio del Porto Nuovo, sono partiti da questi edifici e dalle infrastrutture che li integravano, ma non solo la storia economica o i vincoli architettonici che tutelano le palazzine impreziosiscono il sito.

Il Magazzino contrassegnato dal «N. 18» è, infatti, luogo della memoria degli esuli istriani, fiumani e dalmati che gode ormai di fama e di visibilità nazionale grazie allo spettacolo di teatro civile interpretato da Simone Cristicchi e diretto da Antonio Calenda. Le sedie e le masserizie ivi accatastate sono frammenti di un tessuto sociale lacerato, uno spaccato della quotidianità delle genti dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia prima che i massacri nelle Foibe di chi rappresentava l’italianità, le deportazioni in Jugoslavia di oppositori o presunti tali del regime comunista di Tito e l’esodo del 90% dei nostri connazionali spopolassero e snaturassero un territorio. Mettere in sicurezza l’edificio, creare un percorso con pannelli esplicativi, postazioni multimediali ed un bookshop dedicato alla letteratura scientifica e divulgativa sull’argomento sono i requisiti minimi per creare un percorso museale moderno e capace di coinvolgere il visitatore. Le migliaia di persone che in pochi giorni hanno visitato la mostra “Tu lascerai ogni cosa diletta più caramente”, allestita a Rimini nell’agosto scorso dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia in sinergia con l’associazione Coordinamento Adriatico, manifestano l’interesse diffuso in tutta Italia per l’argomento, ancor meglio se contestualizzato in un percorso espositivo moderno e tecnologico.

L’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata di Trieste e le associazioni dell’esodo giuliano-dalmata sono gli interlocutori privilegiati da coinvolgere in una conversione museale del Magazzino 18 e nella riorganizzazione espositiva dell’immenso materiale qui confluito. Il limitrofo Silos, il quale fu Centro di Raccolta Profughi, ed il monumento ai 350.000 esuli istriani, fiumani e dalmati, che si presenta al turista appena uscito dalla Stazione Centrale, rappresentano l’anticamera di un possibile percorso tematico incentrato sul Magazzino 18 che può proseguire sull’altipiano carsico con il Campo Profughi di Padriciano ed il monumento nazionale della Foiba di Basovizza.

 

Cav. Renzo Codarin

Presidente nazionale ANVGD

 
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