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Terracina rende omaggio al Battaglione Bersaglieri ''Zara''

Nell’ambito del 60.mo Raduno nazionale dei Beraglieri e del «Percorso della Memoria» intrapreso dalla Provincia di Latina, il 15 giugno a Terracina le autorità civili e militari hanno reso omaggio ad Agostino Quartulli, sottotenente del Battaglione Bersaglieri «Zara», caduto alla testa del suo plotone sul Monte Sopalj, nell’attuale Croazia, nel luglio1942,ed hanno inaugurato un monumento ed una piazza nel centralissimo Lungomare della cittadina pontina.

 

Così lo comemmora Lucio Toth, presidente onorario Anvgd, presente alla cerimonia con una significativa rappresenzanza di dalmati. 

 

Non aveva 23 anni il Sottotenente dei Bersaglieri Agostino Quartulli che il 24 luglio 1942, nelle ore del meriggio, perse la vita a Quota 221 del Monte Sopali, una collina sassosa a nord di Scardona, in Dalmazia. Il giovane volontario, studente universitario di legge alla “Sapienza” di Roma, era di Terracina e alla famiglia inviava ogni mese il suo stipendio di ufficiale.

 

            Cadde da valoroso (Medaglia d’Argento alla memoria) alla testa del suo plotone in un combattimento contro i partigiani di Tito, un anno prima della caduta del regime che quella guerra aveva voluto, quando quei partigiani erano nemici della sua patria, e tali sarebbero rimasti. Già allora seminavano il terrore tra la popolazione italiana, croata e serba della regione, nella cinica strategia della guerriglia in un intreccio perverso di odi ideologici, etnici e religiosi.

 

            Agostino era un ragazzo generoso, intelligente, pulito, come tanti italiani di allora che facevano il loro dovere di cittadini e di soldati per difendere un lembo di terra italiana. Il Battaglione “Zara” era il presidio tradizionale del capoluogo dalmata fin dagli anni Trenta e per le sue file sono passati decine di bersaglieri dalmati, come il Tenente Antonio de Denaro, di Sebenico, caduto con Quartulli e con altri nove bersaglieri quel 24 luglio sulla Quota 221 (Medaglia d’Argento alla memoria).

 

            La prima volta che era arrivato a Zara Agostino l’aveva così descritta in una delle frequenti lettere ai genitori:«È una bella città marittima, di aspetto orientale e veneziano». Così la vedeva con i suoi occhi di ragazzo, che tante volte avrà passeggiato nelle sere libere nello struscio allegro della Riva Nuova, ammirato dalle ragazze.

 

            Terracina ha dedicato al suo ricordo e a quello del Battaglione “Zara” un monumento e una piazza sul lungomare, di fronte al golfo che chiude la punta di Sperlonga, così simile al Canale di Zara, tra l’isola di Ugliano e la terraferma.

 

            Alla cerimonia, nel quadro del 60° Raduno nazionale dei Bersaglieri del 15-17 giugno a Latina, hanno preso la parola il presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri Gen. Marcello Cataldi, il sindaco di Terracina Nicola Procaccini e il presidente della Provincia di Latina Armando Cusani. Erano presenti molti reduci del Battaglione, la vedova del senatore ed ex-sindaco di Latina Ajmone Finestra, in giovinezza ufficiale del Battaglione Zara, la zaratina Maria Pia Salvini, il presidente del Comitato provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Benito Pavazza, con l’ex presidente nazionale della Anvgd Lucio Toth, e il generale dei Bersaglieri Elio Ricciardi per l’Associazione Dalmati Italiani nel Mondo-Libero Comune di Zara in Esilio. Le parole pronunciate dalle autorità sono state appropriate e misurate come si conviene nel ricordare uomini onesti che hanno dato la vita per gli altri.

 

            Rendevano gli onori la fanfara della Brigata Garibaldi e una compagnia in armi dell’8° Reggimento Bersaglieri, ora impegnato in Afganistan, così come lo è stato in passato dal Libano al Kosovo, a difesa della convivenza tra etnie, della libertà religiosa e dei monasteri ortodossi dichiarati Patrimonio dell’Umanità. Come dice un proverbio dalmato: «I frutti non cadono lontano dall’albero».

 

                                                                                                                                                     L.T.

 
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