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Veneto: la Regione finanzia libro giustificazionista (Il Gazzettino 11 feb)

di Alda Vanzan

VENEZIA - Quando una Regione finanzia la pubblicazione di libri, il rischio dell’incidente talvolta è dietro l’angolo. In Veneto è successo un anno fa con un volumetto sul crollo del Muro, 15mila euro per un copia-incolla da Internet. E adesso c’è il bis con le foibe: 50mila euro erogati dalla giunta di Luca Zaia a favore dell’Anpi, l’associazione dei partigiani, per una serie di iniziative in occasione non solo della Giornata della Memoria, ma anche della Giornata del Ricordo. Quella cioè dedicata alle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.«Come affidare ai tifosi della curva sud del Milan la campagna abbonamenti dell’Inter», ha ironizzato Piergiorgio Cortelazzo, vicecapogruppo del Pdl in consiglio regionale veneto.

L’incarico all’Anpi, però, l’ha dato la giunta di centrodestra, su proposta dell’assessore del Pdl Marino Zorzato. E adesso i vertici dello stesso partito ne prendono le distanze. Non tanto sulla delibera in sé, votata lo scorso 2 novembre sia pure con il voto contrario di Elena Donazzan (Pdl, area ex An) perché «l’Anpi è di parte». Quanto su una delle iniziative messe in campo dai partigiani. Un libro, appunto. Intitolato "Il problema del confine orientale italiano nel Novecento" e distribuito alle scuole. Autore il Gruppo di studio sezione Anpi di Trissino-Castelgomberto-Nogarole, provincia di Vicenza. Trentuno pagine edite nel novembre 2010 (Donazzan: «Prima della delibera? Sarebbe una irregolarità amministrativa, serve una verifica. Tra l’altro il volume non riporta il patrocinio della Regione»). Solo che in queste trentuno pagine ci sarebbe una «falsificazione della storia».

La segnalazione è arrivata da Federico Cleva, rappresentante regionale del "Comitato 10 febbraio" che ieri, con Silvio Giovine, presidente veneto di "Giovane Italia" e con il supporto politico dei vertici del Pdl - l’assessore Donazzan, il capogruppo Dario Bond e il vice Cortelazzo - a Palazzo Ferro Fini, poco dopo la commemorazione ufficiale della Giornata del Ricordo, ha denunciato i «falsi storici» del libro dell’Anpi e le «omissioni sugli orrori perpetrati dai partigiani comunisti titini». «Leggete a pagina 9: sembra che l’irredentismo sia nato dal "nazionalismo italiano con il bagaglio completo di aggressività, imperialismo e xenofobia". Prendete pagina 26: altro che esodo, si legge che i dissenzienti erano "invitati ad andarsene". E a pagina 25 della "pulizia etnica" si parla come una delle tesi in campo». Il rappresentante del "Comitato 10 febbraio" rincara: «L’impressione che si trae è che si sia voluto tracciare un quadro falsato degli avvenimenti allo scopo di giustificare operazioni di pulizia etnica come le foibe, le cui vittime furono almeno 12mila e non 4500 tra italiani e sloveni come è scritto nel testo dell’Anpi e come la cacciata degli italiani per far posto agli slavi».

La richiesta: la Regione deve «fare mea culpa» e «chiedere spiegazioni all’Anpi». Donazzan, Bond e Cortelazzo annuiscono. «Il libro andrebbe ritirato», dice l’assessore. Senza contare - aggiunge - che in molte scuole venete, nonostante una legge dello Stato stabilisca di ricordare quegli avvenimenti, delle foibe non si è parlato. E per questo è pronta a segnalare gli insegnanti inadempienti: «Il cofanetto di opuscoli e dvd preparato tre anni fa dalla Regione e distribuito nelle scuole, in molti casi è stato fatto sparire».

 
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